Molluschi e pesce crudo: scatta l’allarme epatite A

L’allarme era stato già lanciato un mese fa dalla Regione: «evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati». Ma nelle ultime settimane a Napoli sono aumentati i ricoveri all’ospedale Cotugno dovuti ai casi di epatite A. Sono 133 quelli registrati da inizio anno, di cui 43 nelle ultime settimane e 14 nella sola giornata di ieri.

Così, se da un lato la Regione Campania ha diramato una nota in cui annuncia l’intensificazione dei controlli sulla filiera dei molluschi e diffonde un vademecum sulle regole di sicurezza da osservare nella scelta e nel lavaggio di vongole e cozze, dall’altro la direzione dell’azienda ospedaliera dei Colli comunica che «non sussiste alcuna emergenza» e che la situazione al pronto soccorso «si mantiene complessivamente stabile».

Nove dei quattordici casi giunti ieri in pronto soccorso sono stati ricoverati nei reparti del Cotugno «con – specifica la nota della direzione generale – conseguente alleggerimento dell’area di emergenza», mentre altri due pazienti sono stati trasferiti presso il Cto «in attesa di ricovero».
La situazione comunque continua a generare allarme e preoccupazione, dal momento che al pronto soccorso dell’ospedale centro di riferimento delle malattie infettive è continuato ad essere preso d’assalto da persone in condizioni anche abbastanza gravi.

L’azienda, fino a ieri sera, ha continuato a ribadire che «il flusso di nuovi accessi si mantiene al momento moderato, senza evidenze di criticità nella gestione clinica e organizzativa». Ma ieri pomeriggio alcuni pazienti sostavano ancora sulle barelle all’interno del pronto soccorso in attesa di essere ricoverati. Tra di essi ci sono quadri clinici diversi, che vanno da situazioni critiche a meno critiche.

Fra i casi più gravi ci sarebbe quello di un uomo di 46 anni che soffre di una insufficienza epatica severa ed è stato uno dei primi ad essere trasferito nel reparto Patologia del Cardarelli, dove si sta valutando la necessità di un eventuale trapianto di fegato.

«La vaccinazione resta la misura più efficace di prevenzione. È particolarmente importante per i contatti di casi di epatite A e per le persone a maggiore rischio, così come contattare il proprio medico», fanno sapere dalla Regione il cui intervento di intensificazione dei controlli su tutta la filiera è supportato anche dai Dipartimenti di Prevenzione delle aziende sanitarie locali, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dalla rete tecnico-scientifica attivata dalla Direzione Generale regionale per la Tutela della Salute.

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