Medio Oriente, nuove speranze di pace

Una delegazione qatarina avrebbe raggiunto Teheran nella giornata di ieri, con l’obietivo di collaborare al raggiungimento di un’intesa tra Stati Uniti ed Iran che ponga fine al conflitto scoppiato con l’attacco israelo-statunitense dello scorso 28 febbraio. Accordo che, stando alle notizie riportate dall’emittente panataba Al Arabiya, potrebbe essere ormai imminente.
E del resto la decisione del Qatar di affiancarsi al Pakistan nello sforzo di mediazione diplomatica è significativo, considerato che nelle cinque settimane di guerra il Paese è stato ripetutamente colpito dai raid iraniani, che hanno prodotto danni notevoli alle infrastrutture energetiche.
L’intesa a cui si sta lavorando è, tuttavia, parziale: l’obiettivo principale è quello di stabilizzare il cessate il fuoco in vigore dalla fine di aprile, così da consentire l’avvio di una seconda fase di colloqui dedicati ai temi su cui maggiore è la distanza tra Washington e Teheran.
Stando alle indiscrezioni l’accordo prevede l’impegno reciproco a non colpire infrastrutture militari, civili o economiche e la fine delle operazioni militari e della “guerra mediatica”, inoltre impegni a rispettare la sovranità, l’integrità territoriale e la non ingerenza negli affari interni e garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell’Oman. Previsto anche il progressivo allentamento delle sanzioni statunitensi di pari passo con la verifica del rispetto degli accordi da parte della Repubblica Islamica.
Il confronto sul dossier nucleare, vero ostacolo ad un’intesa definitva, sarebbe invece rimandato ad una seconda fase di colloqui, fase che dovrebbe iniziare entro sette giorni dall’ufficializzazione dell’intesa sulla stabilizzazione del cessate il fuoco.
Il clima è di generale ottimismo, le prossime ore sembrano essere decisive.

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