Martusciello su Berlusconi: “E’ imparagonabile. Per me non è mai andato via”

Ricorda perfettamente il giorno, l’ora e il dolore di quel “terribile” lunedì 12 giugno 2023 quando, alle 9.30, Silvio Berlusconi morì all’ospedale San Raffaele di Milano, dove era stato ricoverato tre giorni prima per accertamenti programmati da tempo ma improvvisamente anticipati.
Per Fulvio Martusciello, forzista della prima ora – era il 1994 quando fu nominato commissario di Forza Italia a Benevento dopo la sconfitta del Polo del Buon Governo nel collegio senatoriale sannita – e adesso coordinatore campano azzurro (nominato dall’ex presidente del consiglio nel 2022) e capodelegazione del Ppe in Europa, il Cavaliere “non se ne è mai andato” e l’ex premier “resta sempre il motore che accende tutte le nostre iniziative”.

Avete in programma eventi per ricordare il terzo anniversario della morte di Berlusconi in Campania e a Strasburgo?
«Per me non è corretto parlare di anniversario della morte, perché Berlusconi lo ritroviamo in ogni evento e manifestazione che porta il simbolo di Forza Italia. Continua ad essere presente anche tra i giovani, che non lo hanno mai conosciuto personalmente, ma che avvertono costantemente la sua presenza in tutto ciò che fa il partito».

Oggi si conclude la tre giorni dell’Università estiva del Ppe in Irlanda, anche a Galway si è sentito il suo ricordo?
«In Irlanda alcuni colleghi hanno ricordato l’anniversario di quel terribile giorno e, all’apertura dei lavori, il presidente del gruppo (l’eurodeputato Manfred Weber; ndr) lo menzionerà nel suo discorso a dimostrazione di quanto Berlusconi abbia segnato la vita politica non solo italiana ma anche europea».

A proposito di politica europea, crede che se Berlusconi fosse stato ancora vivo la guerra in Ucraina sarebbe finita?
«Credo che l’Unione Europea lo avrebbe scelto come mediatore e che forse la guerra non sarebbe mai iniziata».

Tornando invece ai fatti italiani, secondo lei cosa avrebbe pensato del generale Roberto Vannacci?
«Dal 94 ad oggi il centrodestra si pone in chiave moderna, liberale, moderata ed europea e i suoi interlocutori hanno trasformato i propri partiti per creare la coalizione. Penso a Gianfranco Fini che ha modellato Alleanza Nazionale per costruire la Casa della Libertà, perché Berlusconi aveva la capacità di pretendere la democrazia e l’immagine delle sue lacrime di fronte al naufragio dei migranti testimonia la sua liberalità».

Quindi anche le idee di Vannacci si sarebbero ridimensionate?
«Quando parliamo di Berlusconi parliamo di un gigante con una visione strategica irripetibile».

Avrebbe mai fatto entrare Futuro Nazionale in coalizione?
«Non so dirlo, preferisco non entrare in nessuna polemica. Ma ripeto Berlusconi era un gigante che non può essere paragonato a nessuno».

Torna in alto