Martusciello resta al comando La sfida è diventare primo partito

Un nuovo inizio ma nel segno della memoria di Berlusconi

L’europarlamentare confermato segretario regionale degli azzurri in un clima di grande entusiasmo. Da Tajani parole risolutive:“Non servono le polemiche”

Fulvio Martusciello è stato riconfermato segretario regionale di Forza Italia in Campania. È la notizia con cui si chiude il congresso regionale di Napoli e, nelle intenzioni degli azzurri, se ne apre immediatamente un’altra: quella della corsa per trasformare Forza Italia nel primo partito della regione.
“Un nuovo inizio” era il titolo scelto per l’appuntamento. E alla fine della giornata quel titolo somiglia molto meno a uno slogan congressuale e molto di più al programma politico consegnato a Martusciello insieme alla riconferma.
Quando arriva la proclamazione, la sala cambia tono. Parte “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang”, si alzano i telefoni, arrivano gli abbracci, gli applausi. Ma dietro la festa c’è una macchina politica che nelle settimane precedenti ha contato firme, amministratori, sindaci, dirigenti, giovani, categorie professionali e pezzi della società civile.
Martusciello riparte da qui. Berlusconiano della prima ora, in Forza Italia dal 1994 senza mai cambiare partito, prova a mettere insieme due parole che per gli azzurri campani non sono in contraddizione: continuità e cambiamento. La continuità è Silvio Berlusconi, evocato più volte nel corso della giornata come fondatore, riferimento politico e umano, origine di un modo di intendere Forza Italia. Il cambiamento sta invece nella squadra, nell’apertura ai territori, nella formazione di una nuova classe dirigente e nel tentativo di allargare il partito oltre il suo recinto tradizionale.
È anche per questo che il congresso ha avuto una platea che va ben oltre gli iscritti di Forza Italia. Accanto ai dirigenti azzurri ci sono istituzioni, rappresentanti delle imprese, delle professioni, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni. Arriva il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, con l’assessore Teresa Armato. Ci sono il presidente dell’Unione Industriali di Napoli Vittorio D’Agnenna, il presidente di Confagricoltura Campania Fabrizio Marzano, il presidente di Confesercenti Napoli Pasquale Giglio, il segretario della Uil Campania Giovanni Sgambati. Una presenza che serve a Martusciello per mandare uno dei messaggi centrali del congresso: Forza Italia vuole stare nella società prima ancora che nei palazzi della politica.
E c’è anche una rappresentanza larga del mondo politico. Centrodestra, centro, esperienze riformiste e opposizioni attraversano una sala che per qualche ora diventa quasi una fotografia delle relazioni politiche campane. È il segno di un congresso che Martusciello ha voluto aperto, non ripiegato sulle dinamiche interne.
A spostare definitivamente il confronto dalle polemiche degli ultimi giorni alla politica arriva Antonio Tajani. Il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia interviene in collegamento e sceglie di non alimentare lo scontro che aveva accompagnato la vigilia del congresso. Il suo è un richiamo a non restare impigliati nei cavilli burocratici e nelle dinamiche di palazzo, ma a riportare Forza Italia sui problemi che interessano davvero ai cittadini. L’Italia, è il senso del suo intervento, deve parlare dei propri interessi, delle famiglie, delle imprese, del futuro del Paese. Ed è proprio sulla Campania che Tajani insiste, indicando nella crescita del partito nel Mezzogiorno una delle partite decisive della nuova stagione azzurra.
Il congresso diventa così il punto di arrivo di settimane nelle quali attorno alla candidatura di Martusciello si sono mossi pezzi sempre più larghi del partito. Da Avellino a Benevento, da Caserta a Napoli e Salerno, amministratori e dirigenti hanno voluto pesarsi. Le firme raccolte, il sostegno dei sindaci, dei consiglieri comunali e provinciali, dei giovani e di Azzurro Donna sono diventati il termometro di un’organizzazione che punta a trasformare il radicamento territoriale in consenso.
È Francesco Silvestro a dare voce, nel congresso, a questa dimensione. Senatore e riferimento dell’organizzazione napoletana, Silvestro mette il territorio al centro della nuova fase. La Forza Italia che immagina non parte dai vertici ma dai comuni, dagli amministratori, dagli iscritti che ogni giorno tengono aperto il rapporto con le comunità. La sfida, nel suo ragionamento, è trasformare una rete già molto forte in una struttura capace di stare stabilmente nei problemi delle persone e di prepararsi alle prossime scadenze elettorali.
E infatti il partito che esce dal congresso ha molti volti di sindaci e amministratori. È la scelta più evidente compiuta nella costruzione della nuova squadra regionale: dare peso a chi governa i territori e conosce la quotidianità dei comuni. Una linea che attraversa tutte le province e che porta nella struttura regionale esperienze diverse, dalle grandi città ai centri più piccoli.
Se Silvestro rappresenta il radicamento, Gianfranco Librandi guarda invece al futuro. Responsabile della formazione, porta nel congresso un tema che considera decisivo: la costruzione della nuova classe dirigente. Il suo “Innamorati del futuro” diventa quasi un manifesto generazionale. Il futuro, nel ragionamento di Librandi, non è qualcosa da attendere ma da costruire attraverso studio, lavoro, formazione, impresa, capacità di rischiare e di immaginare una strada diversa.
È un messaggio che si lega direttamente alla scelta di consegnare responsabilità vere ai giovani. Martina Manzo e Fiorenza Ceniccola, entrambe under 30, entrano nella nuova organizzazione con la responsabilità della comunicazione e dell’immagine di Forza Italia Campania. Non soltanto giovani da mettere in prima fila nelle fotografie, dunque, ma giovani chiamati a partecipare alla costruzione del partito. È dentro questa impostazione che gli azzurri rivendicano quella che definiscono la giovanile “più berlusconiana d’Italia”.
Il nome di Berlusconi ritorna continuamente. Non come esercizio di nostalgia, ma come elemento identitario. Nei giorni che hanno preceduto il congresso Forza Italia Campania aveva costruito anche un proprio Pantheon di valori, sedici parole affidate ad altrettante figure della cultura, della politica, dell’impresa, delle istituzioni e della società civile. Libertà, sviluppo, responsabilità, coraggio civile, educazione, creatività, modernizzazione, impresa, eccellenza, istituzioni, democrazia, giustizia, voce civile, civiltà, capacità di non arrendersi mai e garanzie. Un modo per dire che il berlusconismo che Martusciello rivendica non deve diventare una fotografia appesa a una parete ma continuare a produrre politica.
È questo il cuore della mozione con cui il segretario regionale si ripresenta al partito. Forza Italia deve crescere, allargarsi, entrare nei mondi produttivi, rafforzarsi nella società civile, costruire una proposta politica capace di intercettare quell’area moderata che in Campania continua a essere molto più grande dei numeri dei singoli partiti.
L’obiettivo viene dichiarato senza prudenza: diventare il primo partito della Campania.
Martusciello non nasconde neppure la dimensione delle prossime battaglie. Napoli è già uno dei terreni principali. Sicurezza, mobilità, decoro urbano, giovani, grandi eventi, America’s Cup sono alcuni dei dossier sui quali Forza Italia vuole costruire una proposta alternativa e allo stesso tempo mantenere un dialogo istituzionale con il Comune. La presenza di Manfredi al congresso racconta anche questo: avversari quando si vota, interlocutori quando sono in gioco gli interessi della città.
Accanto alla politica elettorale c’è poi l’organizzazione. La nuova struttura regionale mette insieme esperienza e nuovi ingressi. I dipartimenti diventano lo strumento con cui il partito vuole mettere competenze al servizio della proposta politica: attività produttive, rapporti internazionali e Unione europea, sanità, energia, fondi europei, turismo, giustizia, solidarietà, sport, economia, lavori pubblici, casa e sicurezza.
Una macchina che Martusciello vuole utilizzare per evitare che il congresso resti una grande giornata senza un giorno dopo.
Perché la vera partita comincia proprio dopo l’applauso finale.
Essere riconfermato segretario regionale significa per Martusciello aver vinto la sfida interna. Ma la sfida politica è un’altra: trasformare la sala piena in altri voti, le firme in organizzazione, gli amministratori in una rete, i giovani in classe dirigente, la società civile in partecipazione.
Quando la musica accompagna la proclamazione, la scena racconta la soddisfazione di chi ha appena ricevuto nuovamente le chiavi del partito campano. Ma il senso del congresso è forse tutto nella distanza tra due date: il 1994, quando Berlusconi fondò Forza Italia e Martusciello scelse quella casa politica senza lasciarla più, e il 2026, quando quella stessa casa prova a cambiare stanze senza cambiare identità.
Trentadue anni dopo, Martusciello riparte ancora da lì.
Da Berlusconi, dai territori e da quella frase scelta per dare un nome al congresso: “Un nuovo inizio”.
Da oggi, per Forza Italia Campania, non è più soltanto il titolo di una giornata. È la promessa sulla quale sarà misurato il segretario appena riconfermato.

Torna in alto