Fulvio Martusciello contro Gennaro Sangiuliano. Più che politico, adesso lo scontro è ufficialmente personale.
Il pretesto sono gli emendamenti al bilancio regionale presentati dal capogruppo dei meloniani sui tagli ai fondi assegnati dalla giunta Fico al cinema, al Teatro Verdi di Salerno e al Giffoni Film Festival, su cui l’ex ministro della Cultura aveva già espresso qualche settimana fa i suoi dubbi ritenendo che i due milioni concessi al Massimo cittadino di Salerno fossero eccessivi se paragonati ai cinque stanziati per il San Carlo di Napoli.
«Il Consiglio regionale – è tornato a ripetere ieri Fulvio Martusciello – è un’istituzione autonoma, non il luogo dove regolare conti politici o personali. Servono scelte responsabili, che guardino allo sviluppo della Campania e non a logiche punitive». Ma, perché far passare del tempo prima di manifestare la sua contrarietà?È chiaro che, dalla prima sortita di Sangiuliano sulla cultura a Salerno ad oggi, in consiglio regionale è scoppiato come una bomba il caso della commissione speciale Mare e Bradisismo soffiata agli azzurri per favorire la Lega, che Martusciello ha visto come un affronto prima che si arrivasse alla rottura definitiva con l’indicazione dell’ex ministro a capo dell’opposizione supportata dal Carroccio.
Però votare contro gli emendamenti presentati da Sangiuliano non è come rompere i tavoli provinciali dei comuni prossimi al voto. Vedi Salerno, dove sabato i forzisti sveleranno il nome del proprio candidato in contrapposizione a quello designato dai meloniani (Gherardo Maria Marenghi), ma soprattutto Pagani dove il veto sui «fratelli, cognati e cugini» sbandierato dall’europarlamentare forzista, equivale a bocciare la candidatura di Nicola Campitiello, cognato di Edmondo Cirielli.
Sul fronte degli emendamenti Forza Italia si gioca una fetta importante di riconoscimento politico in consiglio regionale, perché sono 500 quelli presentati dagli azzurri e uno di questi riguarda un tema molto caro ai meloniani, rilanciato più volte in campagna elettorale dallo stesso Cirielli.
Si tratta del tanto discusso condono edilizio accompagnato dalla richiesta di riaprire per 60 giorni i termini per presentare nuove istanze di sanatoria relative agli abusi edilizi del 2003.
Difficile che passi perché la maggioranza si è già detta contraria, ma come potrebbe Fratelli d’Italia non mostrarsi favorevole? Sarebbe come rinnegare il proprio ex capo dell’opposizione che, prima di dimettersi per tornare a fare viceministro a tempo pieno, ha dichiarato che «sarebbe poco corretto indicare un mio successore» in consiglio regionale «spetterà farlo a chi resta».
È stato davvero così o dietro l’indicazione di Sangiuliano c’è lo zampino di Edmondo Cirielli? Il veto di Forza Italia sul cognato candidato a Pagani farebbe intendere che per Martusciello le redini della guida politica dei meloniani in consiglio regionale le tenga ancora il viceministro, assente a Napoli ma allo stesso tempo presente e, quindi, determinante nella scelta di nomi, persone, ruoli ed alleanze capaci di rompere gli equilibri interni di una coalizione che si mostrava forte ma che in realtà, almeno in Campania, ha faticato molto a chiudere l’intesa sulla candidatura dello stesso Cirielli.
