“È uno dei momenti più dolorosi del mio percorso da presidente. Provo amarezza, delusione e un profondo senso di impotenza. Anni di lavoro, sacrifici e investimenti meritavano un futuro”. Un’annata da record, una promozione conquistata senza sconfitte e un sogno infranto prima ancora di cominciare. Il Circolo Nautico Salerno aveva fatto parlare di sé per un’impresa senza precedenti, la promozione dalla serie B arrivata senza perdere nemmeno una partita tra stagione regolare e playoff. Il ritorno in serie A2 era stato trionfalmente celebrato da tifosi, famiglie dei ragazzi, anche dalle stesse istituzioni, che non avevano mancato di promettere soluzioni rapide per il futuro della pallanuoto cittadina. Invece, dopo le prime voci è stato lo stesso club di patron Paolo Giarletta a fare definitivamente chiarezza. “Il nostro silenzio di questi mesi era legato alla ricerca di una soluzione. Non volevo alimentare aspettative senza certezze, né annunciare una rinuncia mentre esisteva ancora una possibilità di evitarla. Abbiamo continuato a cercare una strada fino all’ultimo. All’Arbostella una possibilità era stata individuata – racconta il presidente del sodalizio gialloblu -, ma i costi non erano sostenibili per noi. Mi pesa anche la solitudine avvertita in questa vicenda, perché speravo che un risultato sportivo della città potesse trovare un sostegno più ampio nei momenti di difficoltà. Come presidente ho però il dovere di proteggere l’associazione. Non potevo assumere impegni insostenibili e compromettere anche le opportunità dei più giovani. Questa responsabilità rende necessaria la decisione, ma non ne attenua il dolore”. Attraverso il lungo comunicato si prova a far luce sulla ricerca di un impianto che potesse sopperire almeno per gli allenamenti all’indisponibilità ormai atavica della Simone Vitale, visto che per le partite casalinghe sarebbe stato ancora necessario chiedere ospitalità all’impianto di Santa Maria Capua Vetere, dove l’anno scorso i ragazzi di coach Walter Fasano avevano costruito un’impresa. Ore perse tra viaggi di andata e ritorno, permessi al lavoro o giornate di studio stravolte. Difficolta logistiche e di trasporto per i ragazzi e per lo stesso club a dir poco pesanti, eppure sopportabili a patto di avere la possibilità di provare scrivere la storia. Non quest’anno, non per prepararsi in maniera almeno dignitosa a un campionato di serie A2, senza considerare che l’impianto di Parco Arbostella non ha nemmeno le misure minimamente vicine agli standard di un torneo di pallanuoto agonistico. Le altre attività già calendarizzate, incertezza sugli spazi acqua, costi delle tariffe ordinarie fissate dall’amministrazione comunale hanno portato a staccare la spina, almeno per quanto riguarda il discorso prima squadra. Se il settore giovanile dovrebbe almeno proseguire la propria attività, anche grazie a un protocollo d’intesa sottoscritto con la Rari Nantes Salerno, resta l’amarezza per tanti atleti che ora si ritrovano senza squadra.. Dopo un mare di sacrifici, dopo aver proposto anche di ridurre gli allenamenti, di rinunciare a qualsiasi tipo di rimborso spesa, pur di partecipare al campionato che avevano (ri)conquistato a suon di record. Niente da fare, a poche settimane dall’inizio del torneo, e con gran parte degli organici già allestiti da tempo, rischiano di passare da protagonisti a spettatori. Così com’è stato per tanti atleti della Roller Salerno, cacciata di casa senza alcun rispetto in virtù dell’abbattimento del PalaTulimieri, la casa dell’hockey su pista cittadino. Così come è stato per la Virtus Arechi, che aveva portato il basket salernitano a livelli mai visti da queste parti, senza dimenticare le difficoltà di chi deve allenarsi all’interno del Vestuti, o chi deve chiedere ospitalità da anni alla palestra di una caserma militare. Non chiamatela più città dello sport, almeno questo…

