ROMA – Nell’informativa alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha delineato la strategia italiana sul dossier mediorientale, rivendicando un ruolo attivo di Roma nei processi diplomatici più delicati. «Roma sarà al centro del dialogo per la pace», ha detto il vicepremier, annunciando due appuntamenti cruciali che si terranno nella capitale nelle prossime settimane. Il 28 e 29 luglio si riunirà a Roma l’Alleanza Globale per la soluzione a due Stati, iniziativa che punta a rilanciare un percorso politico credibile tra Israele e Palestina. Un appuntamento che, nelle intenzioni della Farnesina, deve riportare l’Italia tra gli attori più attivi nel tentativo di riaprire un canale diplomatico oggi quasi paralizzato. Il 4 agosto Roma ospiterà inoltre una nuova sessione di dialogo dedicata al Libano, Paese attraversato da tensioni crescenti e da un equilibrio regionale sempre più fragile. Tajani ha sottolineato la necessità di sostenere la stabilità libanese e di evitare ulteriori escalation lungo il confine con Israele. Sulla crisi nel Golfo e sulle tensioni nello Stretto di Hormuz, il ministro ha ribadito una posizione netta: «Lo Stretto deve tornare ad essere libero e aperto, navigabile senza alcun pedaggio». Tajani ha confermato che l’Italia «farà la sua parte» per garantire sicurezza marittima e libertà di navigazione, tema cruciale per gli equilibri energetici europei. La strategia illustrata dal ministro punta a rafforzare il ruolo dell’Italia come piattaforma di dialogo, in un momento in cui il Mediterraneo allargato è attraversato da conflitti, tensioni e crisi politiche. Roma prova così a proporsi come luogo di mediazione, con un’agenda che intreccia sicurezza, stabilità regionale e relazioni multilaterali.

