Ieri all’istituto tumori “Pascale” di Napoli, le pazienti della struttura complessa di Oncologia Clinica Sperimentale di Senologia hanno ricevuto in dono un copricapo realizzato con tessuti pregiati. Alcuni regalati dalla sartoria del compianto stilista milanese Giorgio Armani, altri provenienti dal distretto delle sete di San Leucio.
Ma la preziosità dei doni non sta solo nelle stoffe, bensì risiede nelle mani di chi quelle stoffe le ha lavorate per confezionare quei copricapo. E le mani sono quelle delle donne detenute nella “Casa Circondariale P. Mandato” di Secondigliano.
Donne costrette a vivere nel mondo di dentro che non sono poi tanto diverse dalle donne che vivono nel mondo di fuori, perché la sofferenza – indipendentemente dalla causa – resta uguale nell’essenza. Allora perché non creare un ponte che unisce due realtà completamente diverse in apparenza, ma accomunate dal dolore e dalla forza di dover affrontare un percorso che non è affatto semplice.
Ed è proprio questo il senso dell’iniziativa, che porta la firma dell’istituto Pascale di Napoli e dell’Unicef Campania, nell’ambito del progetto “Percorsi di Luce” pensato per le donne detenute ma anche per le donne che affrontano il calvario della malattia. Entrambe hanno bisogno di trovare la luce e creando un ponte tra di loro, è possibile che il tunnel sia meno duro da percorrere. Un ponte di bellezza e umanità che, nel periodo natalizio, assume un valore ancora più intenso
«L’obiettivo dell’iniziativa – ha detto infatti il direttore generale del Pascale, Maurizio Di Mauro – è duplice: offrire una vicinanza concreta alle donne in cura e, allo stesso tempo, riconoscere il valore umano e riabilitativo del lavoro svolto dalle detenute. La creatività diventa così strumento terapeutico e sociale, capace di generare senso di comunità e di restituire dignità».
E se le donne di Secondigliano realizzano copricapo, quelle di Fuorni donano oggetti in ceramica fatti con le loro mani alle donne della casa circondariale di Lauro, dove lunedì prossimo ci sarà la Festa di Natale dedicata ai bambini, che riceveranno i doni da Babbo Natale in persona, in attesa poi delle calze dell’Epifania del 5 gennaio prossimo. Che giungeranno sempre dal carcere di Fuorni, perché lunedì 29 dicembre, nella sezione femminile dell’istituto salernitano sarà allestito il laboratorio di confezionamento delle calze.
E ne realizzeranno talmente tante da donarle non solo ai bimbi che incontreranno le loro mamme a Lauro, ma anche ai proprio figli che abbracceranno a Fuorni.
Dove? In appositi spazi allestiti all’interno degli istituti di pena per favorire il rapporto di genitorialità.
L’iniziativa, realizzata dalla Fondazione Comunità Salernitana insieme all’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, prevede prevede l’allestimento di questi spazi non solo a Fuorni, ma anche a Lauro e nell’istituto di custodia attenuata di Eboli.
Tavolini con sedie per ogni età, scivoli, mobili a sei vani e lavagne a muro, fondamentali per garantire loro il diritto al gioco.
«Gli interventi che stiamo portando avanti – ha detto Antonia Autuori, presidente della Fondazione della Comunità Salernitana – puntano a ricostruire e rafforzare legami che la detenzione ha alterato, ma anche a far sentire alle persone detenute l’attenzione che c’è nei loro confronti, lì dove la solitudine e la lontananza pesano di più».

