L’AQUILA, LA CITTÀ CHE FA DELLA SUA STORIA UN RACCONTO PER IMMAGINI

Il 2026 ha rimesso L’Aquila al centro della geografia culturale italiana. Ma per raccontare una città non basta mostrarne i monumenti. Bisogna entrare nei palazzi, attraversare le piazze, seguire le tracce lasciate dalle epoche e, soprattutto, incontrare chi oggi continua a produrre arte e cultura. Parte da qui «Memorie Italiane: le meraviglie dell’Aquila», il documentario che questa sera, 1° ottobre, alle 19 sarà presentato in anteprima al Teatro San Filippo nell’ambito del Prix Italia.
Cinquantacinque minuti affidati alla regia di Alfio D’Agata e alla guida del critico d’arte e scrittore Roberto Litta. La produzione è di Cine 1 Italia in collaborazione con Rai Documentari. Sullo schermo c’è naturalmente la bellezza del capoluogo abruzzese, ma il vero protagonista è il tempo: quello che ha modificato la città, ne ha attraversato gli edifici e ha lasciato dentro le architetture le tracce della storia.
La Fontana delle 99 Cannelle racconta così molto più di uno dei simboli dell’Aquila. Lo stesso accade con la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Palazzo Camponeschi e piazza del Duomo. Il viaggio di Litta usa questi luoghi per aprire altrettante finestre sulle vicende della città, sui governi e sugli equilibri che si sono succeduti nei secoli.
Il risultato non vuole essere un catalogo delle bellezze aquilane e neppure una tradizionale visita televisiva. «Memorie Italiane» cerca piuttosto ciò che lega un edificio alla comunità che gli è cresciuta intorno. L’arte diventa così uno strumento per leggere la storia e la storia aiuta a comprendere perché quei luoghi continuino a rappresentare l’identità della città.
Il viaggio non finisce però davanti ai monumenti. L’Aquila che nel 2026 porta il titolo di Capitale italiana della Cultura è anche quella che forma nuovi artisti, produce teatro e accoglie i linguaggi contemporanei. Per questo le telecamere entrano nell’Accademia di Belle Arti, attraversano l’esperienza del Teatro Comunale d’Abruzzo e raggiungono il MAXXI L’Aquila. A raccontare queste realtà sono le persone che le animano.
Raccontare L’Aquila significa tenere insieme la profondità della sua storia e la vitalità del suo presente. Con questo documentario abbiamo voluto restituire non soltanto la straordinaria bellezza del suo patrimonio, ma la capacità di una città di continuare a produrre cultura e a immaginare il proprio futuro, sottolinea Luigi Del Plavignano, direttore di Rai Documentari.
Ed è forse proprio nell’incontro tra questi due tempi che il documentario trova la sua cifra: una città antica che non viene trattata come un museo e una città contemporanea che non ha bisogno di cancellare ciò che è stata per raccontare ciò che sta diventando.
La prima proiezione arriva nella cornice del Prix Italia, la manifestazione internazionale della Rai dedicata alla radio, alla televisione e ai contenuti digitali. Questa sera al Teatro San Filippo, insieme a Roberto Litta, a presentare il lavoro ci sarà lo stesso Del Plavignano.
Dal 7 ottobre «Memorie Italiane: le meraviglie dell’Aquila» sarà poi disponibile su RaiPlay. Dal grande schermo del Prix Italia alle case degli spettatori, un’altra occasione per scoprire una città che nel suo anno da Capitale italiana della Cultura sceglie di raccontarsi senza separare quello che custodisce da quello che continua a creare.

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