Lanocita: «Ci muovono passione e sentimenti, altri preferiscono il ricatto sul lavoro»

La presentazione dei candidati del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni comunali, ieri mattina presso il Polo Nautico, è presto diventato molto di più di un’occasione per illustrare programmi ed aspiranti consiglieri comunali. L’appuntamento ha visto, infatti, un vero e proprio fuoco di fila all’indirizzo di Vincenzo De Luca, assurto a simbolo di un modello di gestione del territorio – e latu sensu politico – che rappresenta l’esatto opposto di quel che il Movimento 5 Stelle e Franco Massimo Lanocita – il candidato sindaco sostenuto dalla coalizione di cui fanno parte i pentastellati – intendono proporre ai salernitani.
A ribadire differenza di visione e metodo molti esponenti di primo piano del Movimento, ad iniziare dalle senatrici Felicia Gaudiano ed Anna Bilotti, all’assessore regionale Claudia Pecoraro, alla coordinatrice provinciale Virginia Villani. Ma è Lanocita, nel suo intervento di chiusura, a lanciarsi in un veemente j’accuse all’indirizzo di Vincenzo De Luca e delle sue scelte di governo del territorio, per arrivare alle stesse modalità con cui viene condotta la campagna elettorale.
«La passione – dice Lanocita -, i sentimenti sono il carburante della nostra campagna elettorale e noi, grazie ai sentimenti, buttiamo il cuore oltre la siepe. Qualcun altro, invece, usa il carburante del ricatto sul lavoro, sulle piccole difficoltà che ogni famiglia può incontrare, sulle miserie umane: noi su questo non giochiamo. E non dobbiamo dimenticare che questa campagna elettorale l’ha voluta un personaggio arrogante che ha dato uno schiaffo alla democrazia e a tutti i cittadini salernitani, il suo nome è Vincenzo De Luca».
Una volontà che, per Lanocita, rappresenta un vulnus alla democrazia, «ma anche alla necessità – sottolinea – di mantenere in piedi un Comune che doveva svolgere fino in fondo il proprio compito, amministrare in un momento in cui c’è una situazione di particolare degrado anche dal punto di vista finanziario, con 200 milioni di debiti che gravano sulle casse comunali».
A De Luca, definito polemicamente un “piccolo costruttore” – l’aspirante primo cittadino rimprovera una politica urbanistica che si è tradotta in cementificazione del territorio, ribadendo la propria contrarietà a nuovi grandi interventi edilizi, unitamente all’impegno ad aumentare aree verdi ed isole pedonali.
Ma lo scontro con l’ex governatore è totale, arrivando a toccare la stessa idea di identità della città: «Salerno – chiosa Lanocita – affonda le radici nella scuola medica salernitana, è stata capitale d’Italia: De Luca ma dov’eri? Questa città non nasce con te».

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