La Salernitana scopre il suo “Pupo”: Pistolesi esalta baby Boncori

La Salernitana scopre il suo “Pupo”. Vietato montarsi la testa, eppure guai a non godere delle sorprese che il destino può riservare, specie a un ragazzo di appena 20 anni. Che dopo l’esordio assoluto tra i professionisti, all’Arechi contro il Benevento, avrà probabilmente dovuto fare i conti con la sbornia di un risveglio tra i più dolci della sua brevissima carriera. Il primo gol ufficiale, peraltro pesantissimo per il cammino della squadra granata, è stato celebrato dai compagni di spogliatoio più esperti, che prima sul campo, e poi sui social, hanno fatto sentire tutto il proprio calore al giovanissimo attaccante romano. Che di capitolino ha la cadenza, inconfondibile, il soprannome, e anche le somiglianze con una punta che a Roma, sponda giallorossa, ha scritto pagine memorabili. “Per me è molto simile a Vincenzo Montella, uno che aveva grandi qualità tecniche ma che in area di rigore era implacabile, lui la porta la vede”, racconta Francesco Pistolesi, direttore sportivo per due anni della Primavera. Il dirigente ne annusa il valore restandone folgorate dall giocate e dalle reti messe a segno con la Nuova Tor Tre Teste, poi l’arrivo nel vivaio dell’ippocampo. Di gol, specie sotto la gestione Luca Fusco ne arrivano parecchi. “Sono contento per il ragazzo, a livello umano prima ancora che calcistico – racconta ancora Pistolesi -, posso metterci la firma che giocherà calcio di mestiere, sarà un professionista. Poi non so quali categorie potrà toccare, quello dipende da tanti dettagli e fattori. Ma lui, come Di Vico, farà quello nella vita. Mi hanno mandato una foto insieme ieri dal pullman per salutarmi, sono davvero due ottime persone”. Sulle caratteristiche del giovane puntero che Cosmi ha apprezzato, lanciato, rivendicando con orgoglio di avere ancora “occhio” per giovani talenti, Pistolesi si esprime così. “Ha il gol ne sangue, in due anni con la Primavera ne ha fatti più di trenta, e per chi ce l’ha dentro non conta dove giochi. La porta o la vedi o non la vedi, anzi dico che se avesse fatto parte di un club del girone A o del girone B avrebbe giocato molto di più e avrebbe già realizzato 7-8 gol”. Da Capomaggio a Ferrari, da Achik a Lescano tutti si sono complimentati con lui. “Ha enorme personalità, difficilmente può accusare la pressione, Di Vico invece è un po’ più sensibile. A Salerno sono arrivati diversi talenti, penso anche a Fusco e Nunziata, che è destinato alla serie B, penso a Tchaouna, e dico occhio a Barzagli, pure nel giro della prima squadra. Bravo Cosmi a dargli fiducia, ma non condanno Raffaele. Nel corso della sua gestione c’erano pressioni altissime, la Salernitana era costretta a vincere tutte le partite, e non è semplice lanciare giovani in un contesto simile. Chissà che ora grazie al tecnico non possano essere un valore aggiunto in chiave playoff. Rimpianti? A Salerno sono passati tanti ragazzi di prospettiva, in questa confusione tra direttori, dirigenti che vanno e vengono, secondo me è passato un po’ sotto traccia il lavoro fatto. Il rammarico nel calcio è quotidiano, ma se noi mettiamo la prima squadra come unico obiettivo di una società, e se ne parla tanto in questi giorni dopo la delusione per la Nazionale, non si va molto lontano”.

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