Quando l’AI inganna anche i giornalisti. Una finta pagina del quotidiano ha fatto credere all’introduzione del terzo mandato per i sindaci L’episodio rivela quanto la disinformazione digitale trovi terreno fertile nella scarsa lettura delle fonti tradizionali
SALERNO – L’intelligenza artificiale, l’AI per dirla con quelli che parlano bene, è entrata ormai nella nostra vita. Il dibattito è aperto e anche i partiti dei pro e dei contro. Ma cosa succede se l’AI viene utilizzata anche nell’informazione? O meglio, per far collassare l’informazione? Un vero e proprio strafalcione l’hanno preso l’altro giorno alcuni organi d’informazione locali che hanno ripreso da una pagina di Repubblica (la pagina 7 del 25 agosto 2026) una notizia riguardo la possibilità di un terzo mandato per i sindaci dei comuni superiori a 15mila abitanti. Una pagina fatta circolare, non si sa da chi, che è una evidente pagina fake. Uno strafalcione al quale era possibile incappare, sia chiaro. I giornalisti interessati sono stati presi per il naso e poteva cascarci chiunque. Ma sta di fatto che le due pagine, quella fake e la vera pagina di Repubblica uscita il 25 agosto 2026 sono completamente diverse. Diversa la grafica della testata, diversi i colori. Se fossi un attento lettore di Repubblica avrei smascherato subito la burla. Ma neanche io, lo confesso, sono un attento lettore di quel quotidiano. Ma la prima cosa che ho fatto, quando mi hanno girato la pagina fake, è stata recuperare l’edizione del 25 agosto 2026 del quotidiano e verificare cosa ci fosse scritto nella pagina 7. Beh è stato del tutto evidente che la pagina inviatami era una invenzione, probabilmente manipolata con l’intelligenza artificiale. Il fatto vero è che se non fossi stato così attento, probabilmente quell’errore lo avrei commesso anche io. Magari senza dare troppa importanza ai dettagli, senza fare un controllo accurato della notizia. Può capitare. La questione vera però, è che anche chi quella pagina l’ha fatta girare, e posso confermare non essere degli sprovveduti o delle persone che volontariamente volevano creare scompiglio nell’informazione salernitana, evidentemente non legge tutti i giorni o anche saltuariamente il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. La vera questione è che non si leggono più i quotidiani cosiddetti tradizionali. La gran parte delle persone si accontenta delle news trovate sui social, spesso proprio delle notizie di fantasia spacciate per vere, invece di andare alla fonte autorevole e affidabile per informarsi. L’intelligenza artificiale, come tutti i sistemi tecnologici, se usata male può creare danni incalcolabili. La storia che via abbiamo raccontato ne è una conferma. E se pensiamo che nel prossimo anno scolastico i ragazzi delle scuole secondarie superiori si troveranno introdotta proprio l’AI, non ci rimane che tremare. Oppure, pensandola positivamente, magari saranno in grado, sicuramente più di noi boomer, di riconoscere prima le devianze di questa nuova tecnologia che ormai ha invaso la nostra vita.


Nella prima foto la Pagina di Repubblica Fake. Nella seconda la vera Pagina di Repubblica pubblicata il 25 agosto 2026

