La giunta delle elezioni si spacca sul caso Nonno

Marco Nonno entrerà o non entrerà in consiglio regionale?
La giunta delle elezioni è chiamata a decidere definitivamente sulla presunta questione di ineleggibilità del capo napoletano di Fdi il prossimo 7 aprile, perché il giorno dopo il consiglio regionale straordinario convocato per chiarimenti sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, dovrà procedere alla surroga.
Ma non è detto che il programma sarà seguito alla lettera e, se pure dovesse essere così, il caso Nonno non si chiuderà così facilmente. Nè dal punto di vista amministrativo né da quello politico.

Vero è che, dopo la richiesta di una istruttoria aggiuntiva arrivata dal collega di partito Raffaele Maria Pisacane, gli uffici legislativi sono al lavoro per capire se la condanna a due anni per resistenza a pubblico ufficiale, rimediata da Nonno dopo gli scontri del 2008 contro la riapertura della discarica di Pianura, integra o meno gli estremi della legge Severino sull’ineleggibilità.

Altrettanto vero è che il diretto interessato, qualche giorno fa, in una diretta facebook ha mostrato il suo casellario giudiziario pulito e si è dichiarato stupito per l’accusa di falso notificatagli dalla procura di Napoli. Ma è senz’altro fuori dubbio che il caso Nonno non si discute solo nelle stanze deputate ad ospitare organi e deliberazioni ufficiali ma anche al di fuori.

E le voci che si rincorrono raccontano di un orientamento (politico?) a rigettare la surroga di Nonno. Uno dei convinti sostenitori dell’ineleggibilità di Marco Nonno sembra essere proprio il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi che presiede la giunta delle elezioni.

La giunta, però, è formata dai membri del suo ufficio di presidenza ma anche dai delegati di tutti i gruppi consiliari. E pare che non tutti i componenti abbiano la sua stessa certezza. Ci sarebbe addirittura chi, tra i dem, non appare convinto quanto il presidente. Perplessità su un eventuale voto contrario all’ingresso di Nonno sarebbero state sollevate anche dai socialisti e dai 5Stelle. Se Nonno non ha riportato condanne passate in giudicato e la Corte d’Appello ha autorizzato la sua candidatura, perchè dovrebbe essere ineleggibile?: è la domanda che si pongono gli indecisi.

Chi, al contrario, non ha dubbi sull’inesistenza di cause di ineleggibilità è Forza Italia il cui coordinatore regionale Fulvio Martusciello, dopo lo strappo con i meloniani sulla commissione speciale assegnata alla Lega, ha offerto il suo sostegno a Nonno in tempi non sospetti. E, a questo punto come si comporteranno i leghisti? Voteranno a favore o contro?
Martedì prossimo il verdetto. A meno che non ci sarà un secondo rinvio.

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