Juve Stabia sotto la luce dei riflettori, il pm: «Legami mafiosi attuali»

“La Juve Stabia va gestita e organizzata, per uscire dal pericolo di condizionamento mafioso, attraverso una compagine di amministratori rinnovata e consolidata, nella già più volte richiesta forma collegiale o consulenziale, con una o più professionalità con competenze manageriali nel settore del calcio, indispensabili per fare fronte alla costruzione di un modello virtuoso idoneo a prevenire il rischio di infiltrazione a prescindere dalla presenza pro tempore di una amministrazione giudiziaria”. Venti pagine in cui si sottolinea ancora il condizionamento dei clan mafiosi nella Juve Stabia. Un brutto risveglio dopo l’altro. La Juve Stabia fa i conti con una sosta del campionato che si è trasformata in un incubo senza fine. L’inchiesta su Guerri, l’azzeramento del Cda, le nuove nomine e anche la penalizzazione in classifica con tanto di ultimo posto. Ora fa rumore anche la memoria che porta la firma del pm della Dna Antonello Ardituro e del collega in Dda Francesco De Falco, un focus sugli ultimi mesi di gestione del club che attualmente milita in serie B. Secondo i due magistrati è anFaticanti e Moruzzi convincono Baldini cora attuale il pericolo di condizionamento mafioso nei confronti della gestione attuale della Juve Stabia. Nella memoria che ha portato ad ottenere la conferma del sequestro delle aziende del manager arrivano accuse durissime sia sul rapporto con gli ultras che nella gestione delle attività societarie. I pm scrivono: “Il rapporto con il tifo organizzato ha rappresentato uno dei punti qualificanti la necessità dell’intervento giudiziario; tale rapporto non è stato reciso, dal modello organizzativo proposto dagli amministratori giudiziari e si è inevitabilmente riproposto con la nuova proprietà”. L’attenzione è legata anche alla gestione dell’hospitality. I nominativi dei tagliandi omaggi, le presenze allo stadio sono per la magistratura un elemento fondamentale per dare ancora più peso alla loro tesi: “La gestione degli accrediti e quella dell’hospitality erano punti qualificanti l’emissione del provvedimento di prevenzione ed appare davvero inaccettabile che persone con tali situazioni soggettive (riferimento ad alcuni soggetti controllati dalla polizia sugli spalti) continuino ad avere ingresso gratuito quali ospiti di una società sottoposta al controllo degli amministratori giudiziari”.

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