Inchiesta sul San Carlo. Indagato l’ex sovrintendente Lissner

Dirigenti, artisti, registi e figli di direttori. Compensi gonfiati e retribuzioni per eventi mai realizzati. Ma anche incarichi dirigenziali non previsti dallo statuto. L’inchiesta sulla gestione finanziaria della Fondazione del teatro San Carlo fa molto rumore e sembra sia destinata a farne ancora di più. Visti i nomi delle dodici persone coinvolte e le accuse che il pool Mani Pulite di Napoli muovono.

In cima alla lista degli indagati c’è l’ex sovrintendente Stephane Michel Lissner. Sotto la sua gestione, nell’aprile 2020, sono state istituite due figure dirigenziali non previste dallo statuto della Fondazione: il direttore generale e il direttore delle risorse umane e responsabile della trasparenza e per la prevenzione della corruzione.
Non si esclude però che l’ex sovrintendente abbia potuto apporre firme a sua insaputa.

Il primo incarico fu affidato a Emmanuela Spedaliere che, dalle indagini del pm Antonella Serio e del procuratore aggiunto Giuseppina Loreto, avrebbe trasferito circa 350mila euro sui conti del figlio Michele Sorrentino Mangimi.
Michele era il regista degli eventi delle Officine San Carlo che, per conto della Fondazione, sviluppa laboratori e promozione teatrale. Non solo, Sorrentino Mangimi sarebbe stato anche il titolare di una società che avrebbe lavorato con Officine San Carlo per l’organizzazione degli eventi.

Il secondo filone di inchiesta riguarda proprio la gestione di Officine San Carlo che, per la procura, sarebbero state usate impropriamente per eventi aperti al pubblico, violando le concessioni.
La procura vuole vederci chiaro sul trasferimento di denaro da madre a figlio: intanto anche loro sono indagati. Esattamente come una sfilza di artisti altisonanti a cui sarebbero stati corrisposti compensi per un totale complessivo di 212mila euro per docenze e masterclass in realtà mai effettuate. Si tratta del tenore tedesco Jonas Alexander Kauffman, del regista Klaus Guth, della soprano lituana Asmik Gregorian e del regista polacco Krzysztof Warlikowski. L’erogazione dei loro compensi avrebbe superato i limiti di spesa imposti dalle norme per la gestione artistica.

Così, mentre la procura indaga per truffa, falso e peculato sul fronte Fondazione e sul fronte Officine, sulla passata gestione del teatro San Carlo grava ancora il peso di una precedente indagine della Corte dei Conti che, con il viceprocuratore generale Davide Vitale, ha già dato luogo a una serie di acquisizioni effettuate dalla guardia di finanza, tra cui anche una parte di quelle eseguite oggi.

I finanzieri del nucleo di polizia economico e tributario hanno effettuato una serie di perquisizioni al Teatro San Carlo di Napoli, hanno sequestrato i telefoni degli indagati e hanno acquisito una serie di documentali.
Tra gli indagati figura anche Ilias Tzempetonidis, direttore dell’Accademia di Canto Lirico.

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