CASERTA – Non è solo la seconda tegola giudiziaria che si abbatte sul consigliere regionale di Forza Italia, Giovanni Zannini, che rischia di essere arrestato con le accuse di concussione e corruzione per aver favorito alcuni impreniditori caseari a bypassare il rilascio di un’autorizzazione ambientale quando era presidente della commissione regionale Ambiente nell’ex giunta De Luca.
La seconda inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere, coordinata dai pm Anna Ida Capone e Giacomo Urbano (lo stesso che ha chiesto il suo arresto e che presenzierà all’interrogatorio di garanzia fissato il prossimo 4 febbraio davanti al gip Daniela Vecchiarelli), indaga a 360 gradi su quello che l’accusa definisce «un sistema di potere che ruota intorno al consigliere regionale».
In totale sono nove le persone indagate, tra cui il sindaco ed il vicesindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino e Giulo Natale, il primo cittadino di San Cipriano D’Aversa, Vincenzo Caterino, il titolare di un bar, la madre di un candidato nella lista di Marrandino ed altre tre persone vicine al sindaco di Castel Volturno. Tutte accusate di voto di scambio durante le elezioni incriminate del 2024 a Castel Volturno.
Il ruolo di Giovanni Zannini
Il 16 giugno 2024, otto giorni prima del ballottaggio a Castel Volturno, Zannini, Marrandino e Caterino si sarebbero incontrati l’interno dell’Hotel Sinuessa di Mondragone (paese di origine del forzista) con l’imprenditore Luca Pagano e i suoi collaboratori. Durante l’incontro i tre politici avrebbero promesso a Pagano, in cambio del suo voto elettorale e di quello dei suoi collaboratori per Marrandino «una commessa/appalto da parte del Comune di Mondragone o di una delle ditte di rifiuti collegate allo schieramento di Zannini». La promessa sarebbe stata mantenuta grazie al ruolo di presidente della Gisec – la società che si occupa di rifiuti – del sindaco di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino. Ai Pagano sarebbe stata anche promessa la «locazione in fitto di un piazzale di 5.000 mq come deposito di mezzi della nettezza urbana», nonché un incarico politico alla figlia dell’imprenditore, candidata nella lista “Castel Volturno città”. Pagano però avrebbe rifiutato.
Quattro amici al bar
Paquale Marrandino e Giulio Natale erano soliti incontrarsi al bar “Quattro Stagioni” di Ischitella (frazione di Castel Volturno), accolti dal titolare Michela Antolini che – secondo l’accusa – avrebbe consentito a Michele Cantone di posizionarsi dietro una scrivania colma di santini e di fac-simile per accogliere i futuri elettori che, in cambio di 50 o 70 euro, avrebbero votato per Marrandino sindaco e la lista “Marrandino-Natale”. Gli elettori avrebbero riccevuto anche indicazioni sulla sezione presso cui sarebbero andati a votare.
Il pastore ribelle ed il suino “illegale”
Marrandino avrebbe minacciato un pastore evangelico di togliergli la gestione del Parco Oasi se non lo avesse votato. Mentre avrebbe promosso un posto di lavoro ad Attilio Morrone, a cui avrebbe regalato anche un suino privo di certificazione di provenienza.
La madre del candidato consigliere
Il giorno del ballottaggio Anna Giacobbe avrebbe seguito in auto una coppia di elettorali a cui avrebbe intimato di votare per Marrandino (e non per la sua avversaria). In cambio avrebbe regalato loro un televisore. Promesse ed intimidazioni che avrebbe perpetrato anche dinanzi ai seggi elettorali.

