«La spiaggia della Baia è nata grazie alla costruzione del porto. Se non ci fosse stato il porto non ci sarebbe stata neanche la spiaggia. Comunque se il progetto del porto restasse così com’è, cioè con il prolungamento del molo di sopraflutto già eseguito, la spiaggia non correrebbe il rischio di essere cancellata». Domenico Negro, geologo dello studio associato G.A.I.A. di Salerno, non ha dubbi su questo.
Per quanto riguarda invece il salpamento del molo di sottoflutto?
«Potrebbe lambire la parte iniziale della spiaggia o non toccarla proprio, ma senza conoscere il progetto non si può affermare nulla con certezza».
Lei ha visto il progetto?
“No. L’ultimo progetto consultabile online risale al 2013 senza la variante».
La variante che dovrebbe prolungare maggiormente il molo?
«Corre voce che sia così, ma neanche su questo si ha certezza, però se si vuole consentire l’ingresso in porto di navi mercantili più grandi sembra scontato che quello del 2013 non può essere il progetto definitivo».
Se così fosse, quali sarebbero le conseguenze sull’erosione costiera?
«Potrei azzardare l’ipotesi che conseguenze dirette sulle spiagge della Costiera non ce ne siano. La costiera è caratterizzata da coste alte e promontori rocciosi. All’interno di queste punte rocciose ci sono tante piccole spiagge nate dal crollo dei detriti dei costoni rocciosi. Sembra paradossale, ma la sicurezza delle spiagge con reti metalliche toglie alimentazione».
Cioè se non cadono detriti dai promontori la spiaggia si assottiglia?
“Si, ma ci sono comuni dove sboccano torrenti importanti come Maiori, Minori, Cetara, Vietri sul Mare, dove le alluvioni dell’ultimo secolo hanno creato di fatto la spiaggia che c’è adesso. Quella di Vietri è nata dall’alluvione del 1954».
Quindi un molo può proteggere la spiaggia?
«Potrei azzardare a dire che un molo di sopraflutto anche lungo un chilometro non toccherebbe la dinamica lungo costa ma potrebbe favorire addirittura la protezione del litorale, perché fungerebbe da barriera emersa».
L’area portuale reggerebbe il peso dell’ingresso di navi più grandi?
«Con i lavori di ampliamento sì. Il problema è l’area di retroporto che è molto ridotta».
Intende Porta Ovest?
«Si. Se non terminano i lavori delle gallerie e delle rotatorie si rischia di paralizzare il traffico sul Viadotto Gatto e di creare un imbuto alla circolazione viaria peggiore di quello attuale».
Visto che i lavori di Porta Ovest procedono a rilento e le rotatorie non sono neanche state avviate, il presagio non può essere che questo?
«Io sono un geologo, non un urbanista».
Tornando al porto, i sindaci della Costiera denunciano seri danni alla costa. Quanto c’è di vero secondo lei in questi timori?
«Il carico ambientale non è solo riferito al fenomeno di erosione ma dipende da diversi fattori. Il numero maggiori di navi e l’aumento della frequenza del transito aumentano l’ondazione e ciò potrebbe portare a distacchi di roccia e a danneggiare eventualmente la costa, ma anche a renderebbe invivibile la Costiera. Senza parlare poi dell’inquinamento acustico. Proprio come accade in centro a Salerno, dove a causa della scarsità del trasporto pubblico, l’amministrazione aumenta i parcheggi e congestiona ancora di più la città, perché tutti vogliono arrivare in centro come le auto. Quindi, ampliando il porto si fanno arrivare più navi ma la congestione non la vai a sciogliere. Adesso l’unico punto di accesso e uscita per il porto è il Viadotto Gatto, ma basterebbe un guasto al Viadotto, ad esempio un pilone da sostituire, e allorea il porto e la città che fine fanno?»
Quindi ritorniamo ai lavori di Porta Ovest?
«Che è l’unico vero problema».

