Un’auto ferma di fronte ad un bar. All’interno ci sono il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, e l’ingegnere Daniele De Caprio che, al Comune, ha parecchi incarichi. La telecamera, inserita nel microchip nascosto all’interno dall’auto dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, riprende la scena seguente: De Caprio consegna a Marrandino una scatola nera che il sindaco ripone senza proferire parola. Come se tra i due – ritengono i carabinieri delegati dalla magistratura a svolgere le indagini – ci fosse un accordo pregresso. Tanto che sono gli stessi inquirenti che monitorano il sindaco ad accertare che, nei giorni successivi all’incontro in auto, Pasquale Marrandino preleva più volte banconote di 20 euro da quella scatola che non è mai uscita dall’auto. Il prelievo avverrà periodicamente fino a quando non si raggiunge la cifra di 560 euro: è una mazzetta, dicono gli inquirenti. Una mazzetta ottenuta in cambio di favori.
Tutto ciò accadeva lo scorso marzo e ieri – a distanza di nove mesi – quegli stessi carabinieri che monitoravano il sindaco con i microchip hanno perquisito l’abitazione di Pasquale Marrandino ed il suo ufficio in municipio, Dove hanno prelevato documenti ed apparecchiature elettroniche in uso esclusivo al primo cittadino.
La terza perquisizione è stata eseguita invece a casa dell’ingegnere Daniele De Caprio, il professionista che avrebbe corrotto il sindaco pur di avere e mantenere parecchi incarichi che da tempo gli assegnava l’amministrazione di Castel Volturno guidata da un anno da Pasquale Marrandino.
È questo l’impianto accusatorio delineato dai pubblici ministeri Giacomo Urbano ed Anna Ida Capone, coordinati dal procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, Pierpaolo Bruni: tra sindaco e professionista ci sarebbe stato un «patto corruttivo» risalente a parecchi mesi addietro e valido ancora oggi.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti effettuati dagli investigatori, infatti, il denaro che De Caprio avrebbe consegnato al sindaco Marrandino sarebbe servito per ottenere l’affidamento in maniera diretta di un incarico relativo ai servizi (anche informatici) per la raccolta e il trasporto dei rifiuti a Castel Volturno. L’incarico, dell’importo pari a quasi 29mila euro (più Iva), gli sarebbe stato affidato senza attingere dalla lista dei tecnici e degli esperti interni all’organico degli uffici comunali. Del resto – sostiene la procura per rafforzare la credibilità dell’impianto accusatorio – al Comune di Castel Volturno lavorano ben 546 professionisti.
Intanto, ieri, dopo le perquisizioni e la relativa notifica dell’avviso di garanzia a sindaco e professionista, sembra che negli uffici della procura di Santa Maria Capua Vetere sia cominciata l’audizione – probabilmente come persone informate sui fatti – di alcuni dirigenti e funzionari del comune.
L’indagine potrebbe allargarsi ad altre presunte anomali relative all’affidamento di incarichi e servizi pubblici.

