SALERNO – I minori non sparano come a Napoli ma anche a Salerno esattamente come a Napoli, vengono utilizzati come pusher che consegnano perfino a domicilio. Si tratta soprattutto di minori stranieri non accompagnati, in particolare maghrebini e sudsahariani, la cui presenza aumenta anno dopo anno. Piccoli pusher sfruttati da organizzazioni criminali napoletane e calabresi che gestiscono le piazze di spaccio a Salerno come nell’Agro-nocerino-sarnese.
È questo il quadro fotografato dalla magistratura salernitana, documentato dalle indagini e messo nero su bianco nella relazione del presidente della Corte d’Appello di Salerno, Paolo Sordi.
Ma i reati legati allo spaccio di droga non sono solo quelli direttamente collegati alle associazioni criminali italiane perché il traffico di sostanze stupefacenti travalica i confini nazionali. Ed il porto di Salerno si conferma, anche quest’anno, l’ingresso principale di enormi carichi di droga che viaggiano nei containers delle navi che approdano a via Ligea e che provengono dal Sudamerica. In particolare dall’’Ecuador.
Se i minori stranieri vengono utilizzati come pusher, i migranti adulti rappresentano la maggior parte della popolazione carceraria che contribuisce ad affollare il carcere di Fuorni. Dove si è ben al di sopra del parametro della capienza regolamentare: alla fine del 2025 nell’istituto penitenziario erano presenti 600 detenuti a fronte di 377 posti regolamentari. Con una percentuale di sovraffollamento pari al 133 per cento.
Tutto ciò rende difficile gestirli così come rende quasi impossibile l’attivazione di misure alternative al carcere o percorsi di reinserimento sociale adeguati. L’unica nota positiva che arriva dal fronte carcere è l’attivazione di un servizio di salute mentale (frutto di un accordo con l’Asl del 2015) per i detenuti che soffrono di disagi mentali.
Lo ha detto chiaramente il pg Elia Taddeo, che ha posto l’accento anche sull’aumento delle violenze di genere in provincia di Salerno.
L’ultimo femminicidio è stato quello di Anna Tagliaferri, l’imprenditrice di Cava de’Tirreni uccisa dal compagno qualche giorno prima di Natale.
Aumentano anche i reati di usura, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Il Tribunale di Salerno ha confiscato beni per un valore di 90 milioni di euro così come ha disposto sequestri a beni immobili e terreni per oltre quattro milioni di euro.
Restano infine i problemi legati alla carenza di magistrati e di personale amministrativo. Soprattutto nel Tribunale di Vallo della Lucania, dove di recente sono arrivati cinque nuovi magistrati.

