Il Pd contro Enzo De Luca. Come si muoverà Piero?

SALERNO – Nel mezzo del cammin della sua vita (politica) si è ritrovato in una querelle (politica) dove rischia davvero di smarrire la strada.

Non è facile per Piero De Luca essere il figlio di Vincenzo. Non è lo è stato prima, quando da giovane appena laureato si affacciava alla politica. Non lo è stato dopo quando è stato eletto deputato per due volte in un collegio lontano dalla sua Salerno. E non lo è soprattutto ora che, da segretario regionale dem eletto all’unanimità nel pre-Fico, è costretto a contemperare il diktat del Pd nazionale sulle scelte del campo largo a Palazzo Santa Lucia con la smania di suo padre di tornare a fare il sindaco di Salerno e, allo stesso tempo, di dettare la linea in consiglio regionale per spezzare l’asse Manfredi-Fico.

Il segretario regionale 5Stelle, Salvatore Micillo, qualche giorno fa gli ha lanciato un assist. Che, per certi versi, potrebbe anche sembrare una palla avvelenata: sedersi ad un tavolo e ragionare sulla possibilità di un campo largo anche nei comuni prossimi alle amministrative.

Piero De Luca ha accettato l’invito dichiarando, in pieno stile democristiano, di essere pronto a lavorare per raggiungere l’intesa prima e la vittoria dopo.

Ma a Salerno, la vittoria ha solo un nome ed è quello di suo padre Vincenzo che, da battitore libero incallito e da sempre critico nei confronti di quel Pd, «il partito delle anime morte», non teme nessuno. Meno che mai la segreteria romana, che qha invitato Enzo Napoli a ritirare le dimissioni per evitare le elezioni anticipate.

Però stavolta lo scenario è diverso. Prima non c’era Piero a capo della segreteria regionale. Adesso c’è e qualsiasi decisione di Vincenzo potrebbe ripercuotersi su Piero e sulla sua

vita (politica).

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