Il Monaldi sotto torchio Indaga la Corte dei Conti

Se prima era solo la Procura di Napoli ad indagare sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, dopo che il trapianto di cuore danneggiato (iscrivendo nel registro degli indagati sette medici) adesso anche la Corte dei Conti mira a far luce sulla catena degli errori che ne ha provocato il decesso.
Il tutto accade mentre alla procura di Bolzano arriva un secondo esposto sulla morte di Domenico.


Così, se prima era fuori discussione che il Monaldi fosse una delle eccellenze della sanità campana, adesso sull’ospedale napoletano le ombre che si abbattono hanno oscurato le luci del passato. Al punto da spingere la Direzione generale dell’azienda dei Colli a diramare una nota in cui annuncia che sta valutando le segnalazioni degli operatori sanitari giunte dopo il decesso di Domenico.


La Corte dei Conti
Sono due i punti su cui si starebbero concentrando le indagini della magistratura contabile. Uno: i tre box frigo di ultima generazione Paragonix, dotati di un dispositivo di misurazione della temperatura, che il Monaldi ha acquistato nel 2023 ma di cui nessuna delle due equipe che hanno effettuato l’espianto a Bolzano e l’impianto a Napoli erano a conoscenza. Due: la formazione professionale a cui i medici della struttura ospedaliera sono tenuti per legge a seguire e che – si sospetta – nessuno abbia fatto visto che i moderni box frigo erano ancora inscatolati. Oppure, come ha dichiarato un’infermiera, nessuno ha risposto all’invito di partecipare ai corsi. Nemmeno il primario Oppido che, però, smentisce.


La Procura di Bolzano
Il procuratore Axel Bisignano conferma che c’è un secondo esposto presentato da un’associazione e spiega che tutti gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Napoli «perché, come apprendo da resoconti giornalistici, si parla di una catena di errori, il primo dei quali sarebbe avvenuto a Napoli, al momento della partenza dell’equipe incaricata dell’espianto». Dunque la competenza è di Napoli, ma «qualora nel corso delle indagini – aggiunge – emergesse invece che il primo errore sia stato commesso a Bolzano, allora il fascicolo passerebbe per competenza alla Procura bolzanina».


La Direzione Generale
Nonostante il presidente Fico abbia escluso l’ipotesi di un commissariamento del Monaldi – «la prima cosa che interessa alla direzione salute della Regione è la continuità assistenziale» ha detto – è la direttrice Anna Iervolino a diramare una nota sulle richieste di trasferimento e, più in generale, sul disagio tra gli operatori impegnati in sala operatoria di Cardiochirurgia pediatrica dopo il trapianto del cuore danneggiato.

La Direzione avverte che «tutte le segnalazioni e le richieste di trasferimento di alcuni operatori sono state trasmesse alla Medicina del Lavoro e al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione affinché venisse valutata la possibile correlazione con situazioni di stress lavorativo, anche in relazione al tragico evento verificatosi». Gli atti sono stati inviati anche all’Ufficio disciplinare e alla Procura di Napoli.


Intanto, l’ordine dei medici di Caserta esprime «forte vicinanza ai colleghi e agli operatori del Monaldi che, in questa disgrazia, si sono trovati a operare entro i limiti evidenti del nostro sistema», mentre il segretario Cgil-Fp Campania Antimo Morlando invita a «non generalizzare sull’operato degli operatori sanitari che ogni giorno lavorano al Monaldi con un impegno e una professionalità che non possono essere messi in discussione da responsabilità individuali».

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