«Con Giovanni Malagò ci sentiamo costantemente, abbiamo responsabilità comuni. È il presidente della fondazione Milano Cortina, stiamo chiudendo il bilancio e stiamo vedendo di chiudere definitivamente in modo positivo visto che positiva è stata l’organizzazione, l’accoglienza e lo spettacolo, grazie anche al lavoro di Simico». Ha esordito così Andrea Abodi, ministro per lo sport ed i giovani, a margine della presentazione del progetto “Sport Missione Comune”, in merito alla possibile candidatura di Malagò a presidente della FIGC.
«Le scelte della Federcalcio dipendono dalle componenti. Ognuno fa il suo mestiere, io cerco di fare il mio. Commissariamento? È una facoltà che è nelle disponibilità del presidente del Coni, quindi sarà il Coni stesso a valutare se ci sono i presupposti. C’è una data per le elezioni, io ho i miei convincimenti. Non mi interessa tanto chi sarà il presidente, ma che sia in grado di fare ciò che non è stato fatto con il 98% del consenso», ha aggiunto con un attacco neanche troppo velato a Gabriele Gravina, presidente federale uscente.
Poi, sulla possibilità che dalla prossima assemblea di Lega Serie A fissata per il 13 aprile, esca un nome per la presidenza FIGC, Abodi ammette come il rapporto con Simonelli è «costante ma parliamo di programmi piuttosto che di persone da indicare, che non è nemmeno una mia titolarità. quello che deciderà l’assemblea della lega di A è sovrano, come tutte le altre componenti».
Infine, sulla possibilità di un ripescaggio dell’Italia al Mondiale, il ministro ammette: «Mi sembra difficile che possa essere ripescata un’europea e non me lo auguro neanche».
A tal proposito, la Fifa non si è ancora espressa in maniera definitiva in quanto occorre innanzitutto la rinuncia formale della nazionale iraniana. Dopodichè si procederà ad individuare la squadra in sostituzione, secondo quelle che sono le regole previste per tali circostanze.

