In provincia di Salerno non è stato eletto nessun consigliere donna. Idem nei collegi di Caserta, Avellino e Benevento. Si salva quello napoletano, ma anche qui le quote rosa sono otto, tre in meno rispetto alle scorse regionali e così distribuite: cinque per il campo largo e tre per il centrodestra. Che, in termini di proporzione rispetto ai seggi attribuiti, prevalgono più nelle file dell’opposizione che in quelle della maggioranza, dove tre sono le consigliere uscenti riconfermate: l’ex assessora alla Scuola e alle Politiche sociali e giovanili, Lucia Fortini (A Testa Alta), l’ex vicepresidente del consiglio regionale, Loredana Raia (Pd) e la dem Bruna Fiola.
Le new entry
Sessant’anni, storica dell’arte e curatrice del complesso delle Anime Pezzentelle, in quota Pd entra la “professoressa debuttante” Francesca Amirante, espressione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi di cui è consigliera. Primo ingresso anche per Elena Vignati, l’unica candidata dei 5Stelle che aveva invitato gli elettori a «tappare il naso» pur di non consegnare la Campania «a chi c’era prima».
Sono tutte debuttanti le tre consigliere del centrodestra, anche se non del tutto estranee alla politica. Come Ira Palmere (FdI), moglie del deputato nonchè coordinatore provinciale del partito a Napoli, Michele Schiano, e Susy Panico, avvocato di 33 anni e pupilla della senatrice forzista Daniela Ternullo che l’ha nominata responsabile del Dipartimento per la Campania. Infine c’è Michela Rostan che, dopo la sua prima elezione alle politiche del 2013 nel Pd e nella circoscrizione Campania 1, abbandona il Pd per aderire ad Articolo 1 di Bersani, D’Alema e Speranza che le consentirà la riconferma alle elezioni successive, ma che lascerà nel 2020 per Italia Viva. Con Renzi resisterà altri due anni per poi passare a Forza Italia. In consiglio regionale oggi invece rappresenta la Lega. Almeno per il momento. Finora però i cambi di casacca le hanno portato bene.
Le grandi escluse
Sorte avversa invece per le transfughe del M5S, Valeria Ciarambino e Maria Muscarà. La prima, che aveva già aderito al gruppo misto subito dopo le distanze prese dal suo padrino politico Luigi Di Maio dal leader Giuseppe Conte, aveva trovato rifugio nella lista di area socialista Avanti Campania. La seconda invece, aveva deciso di cambiare addirittura coalizione, aderendo al centrodestra nella lista di Cirielli Presidente. Stesso discorso per Carmela Rescigno, ex presidente della commissione anticamorra, candidata con la Lega dopo un passato in Forza Italia. E lo stesso dicasi per la sua collega in commissione, Vittoria Lettieri che, nonostante sia rimasta fedele al Pd, non è comunque riuscita ad essere riconfermata.
I personaggi mediatici
Seconda dei non eletti nella lista di Avs nella circoscrizione di Napoli, Souzan Fatayer, difensore dei diritti dei palestinesi, era stata definita da Paolo Mieli in una trasmissione radiofonica la “’palestinese napulitana in leggerissimo sovrappeso”, per poi scusarsi subito dopo. Neanche i messaggi di intimidazione con la divulgazione illecita su TikTok del suo indirizzo di casa e dei suoi contatti telefonici, a poche ore dal voto, sono riusciti a farle raggiungere il risultato sperato. Così come non ci è riuscita neanche Daniela Di Maggio, la mamma di Giogiò, il giovane musicista ucciso per futili motivi, e protagonista di una serie di battaglie per la legalità dopo la morte del figlio.
La Di Maggio era candidata nella Lega nella circoscrizione di Napoli.
Di certo il podio del personaggio mediatico escluso più noto e chiacchierato spetta a Maria Rosaria Boccia, protagonista della liason politico-sentimentale-giudiziaria con l’ex ministro Gennaro Sangiuliano.

