I pazienti a Fico: “Commissionare il Centro Trapianti del Monaldi”

È il momento delle lettere al Monaldi e sul Monaldi. Dopo quella inviata dai genitori dei bambini in cura nel reparto di cardiochirurgia, a difesa del primario Guido Oppido e dell’intero reparto, ieri al presidente Fico è stata inviata una lettera dai pazienti del Centro Trapianti. E non per esprimere solidarietà.


Non lo scrivono chiaramente ma la richiesta di individuare «una figura terza a garantire, fin da subito, trasparenza, organizzazione e una gestione chiara e responsabile del percorso trapiantologico» equivale a dire commissario.


Commissariamento che, almeno per quanto riguarda l’intera struttura, il governatore ha ufficialmente respinto. Ma adesso la richiesta non coinvolge l’intero ospedale ma solo il Centro Trapianti che, dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, è sotto i riflettori della procura, della Regione, del ministero della Salute e anche della direzione generale dell’azienda dei Colli da cui dipende.


«Dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo – si legge nella lettera dei pazienti – emergono in modo drammatico la disorganizzazione e la mancanza di trasparenza che circondano la gestione del Centro Trapianti del Monaldi. Come pazienti del centro trapianti continuiamo a non sapere con chiarezza da chi e come il Centro venga gestito».


Le dimissioni del responsabile del follow up del Centro, a distanza di qualche giorno dalla notizia del trapianto sbagliato pubblicata dal Mattino di Napoli, ha destato molta preoccupazione nei pazienti che sono rimasti in silenzio fino a ieri prima di chiedere l’intervento del presidente Fico.


Del resto le loro premesse non sono affatto incoraggianti. «Continuiamo a non avere informazioni chiare su quali posti di terapia intensiva siano effettivamente destinati ai trapianti e non disponiamo di una subintensiva dedicata, elemento essenziale in percorsi così complessi – scrivono i pazienti -. I vertici aziendali non hanno gestito il processo e continuano a mantenere le informazioni organizzative nei loro uffici».


E qui l’attacco alla direzione generale è chiaro ed è molto simile a quello lanciato dalla mamma di Domenico e dall’avvocato Francesco Petruzzi sul silenzio serbato da medici (e forse anche dai vertici aziendali) di quanto accaduto quel maledetto 23 dicembre.


Ecco dunque l’appello «diretto» a Fico: «Chiediamo che venga fatta piena luce su chi decide, con quali responsabilità e con quali risorse, restituendo ai pazienti e alle loro famiglie la fiducia in un sistema che oggi percepiamo fragile, confuso e poco leggibile. In attesa di un Suo riscontro pubblico e di atti concreti che vadano in questa direzione, restiamo disponibili a ogni confronto che possa contribuire a costruire un percorso trapiantologico davvero sicuro, trasparente e all’altezza del valore della vita che ogni trapianto rappresenta. Così come era stato faticosamente raggiunto con l’Istituzione del Centro Unico Trapianti nel 2021, ma miseramente cancellato senza motivi».
I pazienti adesso attendono un incontro a Palazzo Santa Lucia.

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