Nessuno vuole polemizzare con Gennaro Sangiuliano. Né il segretario artistico del Teatro Verdi di Salerno, Antonio Marzullo, né il patron del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi.
«Sono polemiche più politiche che culturali», dichiara Marzullo.
«Può dire quello che vuole ed esprimersi come vuole, visto che è stato ministro», taglia corto Gubitosi.
L’altrieri l’ex ministro della Cultura, ora capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, commentando il bilancio licenziato dalla giunta Fico aveva ritenuto «troppo elevato» il contributo di due milioni di euro stanziato per il Verdi – perché «quasi al pari di quello del San Carlo», aveva detto – e giudicato «inopportuno» il finanziamento al festival del cinema per i ragazzi di Giffoni Valle Piana per via dei «procedimenti penali e contabili in corso».
Claudio Gubitosi preferisce non scendere nei particolari dell’indagine della Corte dei Conti in merito al presunto danno erariale contestato due anni fa – «parlerà l’avvocato – dice – è compito suo» – ed evita anche di entrare in polemica con l’ex ministro.
«C’è un ottimo rapporto con il ministro della Cultura (Alessandro Giuli; nda) – aggiunge – e lavoriamo nel rispetto reciproco dei ruoli e delle competenze. Adesso stiamo lavorando alla LVI edizione del Festival, abbiamo le agende piene di impegni e non c’è tempo per le polemiche».
Ritornando alla questione Teatro Verdi, invece, se è pur vero quanto dichiara Antonio Marzullo sulla natura più politica che culturale dellle dichiarazioni dell’ex ministro, è altrettanto fuori dubbio che i due milioni di contributo «non sono soldi sprecati».
La premessa per Marzullo è incontrovertibile e suona così: «Il San Carlo resta sempre il San Carlo, il teatro numero uno al mondo, il più bello ed il più importante. Salerno è Salerno e nel suo piccolo abbiamo dimostrato di saper fare bene le cose in silenzio».
Volendo usare una metafora calcistica, suggerita proprio dal segretario artistico, «Salerno – aggiunge – fa una bella serie B».
È andata infatti appena in scena “Il Nabucco” ed il cartellone della stagione lirica conta sette opere, oltre a due balletti e un paio di musical. Per quanto riguarda la prosa, inoltre, il Teatro San Carlo per Salerno «è il nostro organo supremo con cui ci confrontiamo e collaboriamo e che ci aiuta a crescere – spiega Marzullo -. Ottimi i rapporti con il Soprintendente e quando riusciamo ad avere qualche spettacolo gratis dal San Carlo siamo orgogliosi».
Parole dunque «irrilevanti» quelle di Sangiuliano, dice Marzullo che ringrazia la Regione Campania per «l’attenzione nei confronti del Verdi». Sia quella guidata da Vincenzo De Luca che l’attuale targata Fico con l’assessore Ninni Cutaia – «persona di elevato spessore culturale» – anche se Marzullo ricorda all’ex ministro che il San Carlo riceve dal ministero della Cultura 20 milioni di contributi, mentre il Verdi 600.000.
«Forse lo ha dimenticato», conclude.

