Dove può, controbatte. Dove non può, glissa. Dove proprio non può tacere, perché ha già svelato le sue carte, lancia il segnale chiaro e diretto della rottura con il passato. E con chi lo ha preceduto, ossia Vincenzo De Luca.
Ma non tutto riesce così come è stato programmato e, se fosse una partita di calcio, tra Fico e De Luca sicuramente quella che si è giocata ieri nell’aula del consiglio regionale, è finita in pareggio. Ma non a reti bianche. Perché se Fico ha segnato il primo gol, l’esercito dei deluchiani ha conquistato il pareggio su quello che – dopo la nomina del presidente del consiglio regionale e della giunta – è la terza sfida più importante da affrontare: la presidenza e la distribuzione delle commissioni.
Quasi alla fine del consiglio regionale, Massimiliano Manfredi ha dichiarato che sulle commissioni «c’è l’intesa all’interno della maggioranza e le scelte potrebbero essere formalizzate già nelle prossime ore». Fino a ieri sera però il nodo non era ancora sciolto e le informazioni che circolavano erano solo indiscrezioni anche in contrasto tra di loro.
Sembra che l’accordo sulla spartizione numerica sia stato trovato e che al Pd, il partito più votato all’interno del campo largo – ne spettino tre ma solo due di prima fascia. Quali siano è una partita che si stanno giocando ancora i segretari regionali dei due partiti di maggioranza: i dem da un lato con Piero De Luca e i 5Stelle dall’altro con Salvatore Micillo.
Ed è su questo campo che l’area deluchiana del Pd avrebbe pareggiato la partita. Appare scontato che uno dei tre presidenti dem potrebbe essere Corrado Matera. Per due motivi. Primo perché è stato il consigliere regionale che nel collegio salernitano ha preso più preferenze. Secondo perché in questo momento – ma anche durante la campagna elettorale – è il cavallo su cui punta l’ex presidente Vincenzo De Luca. Che dopo essere riuscito a piazzare in giunta Fulvio Bonavitacola (anche se non all’Ambiente come nella scorsa legislatura), adesso sembra che miri a fare bottino pieno di presidenti di commissioni. E non solo in casa Pd, dove sembrano avere incassato il lasciapassare due donne dem: Loredana Raia e Carmela Fiola. Ma anche e prima di tutto nella lista che più lo rappresenta. La presidenza della civica-quasi partito A Testa Alta dovrebbe andare – per volere deluchiano – a Luca Cascone.
Dunque, se così fosse, il match delle commissioni se le aggiudica De Luca, che proprio qualche giorno fa h subito lo scacco in casa Scabec perché Fico ha sospeso l’iter di «individuazione della figura del direttore generale» che l’ex presidente aveva avviato e sui circolava forte il nome di Luigi Raia, fratello dell’ex consigliera regionale Paola, e ha annunciato altre rivoluzioni.
Il “se così fosse” non è campato in aria. Perché c’è qualcuno che insinua che al Pd non spetterebbero tre commissioni. E, se anche questa voce non fosse del tutto infondata, vuol dire che la partita sulle commissioni è ancora in alto mare ed è ancora tutta da giocare. E che non è vero quanto ha riferito il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi e cioè che si tratta solo di una questione di ore.
Anche perché sembra che nella nuova ripartizione sia spuntata una commissione anche per la lista Fico presidente, il cui capogruppo Gaetano Simeone, proprio ieri in aula, ha ripetuto più volte che «siamo pure gli ultimi arrivati, ma faccio politica da tanto tempo e devo rilevare che riesco ad interloquire più con l’opposizione che con la maggioranza di cui faccio parte». E ha sollecitato Fico a replicare a chi parla male del sindaco di Napoli».

