NAPOLI – Il mistero sulle commissioni resta ma l’idea su cosa farà la giunta e su come lo farà è chiara.
Il nuovo esecutivo di Roberto Fico sarà aperta, comunicativa e partecipata. Del resto lo aveva già annunciato mercoledì scorso quando ha presentato i membri del suo governo al consiglio regionale.
Ieri pomeriggio, in occasione della prima riunione terminata poco prima di partecipare alla presentazione del Rapporto Svimez, il presidente ha chiesto anche ai suoi assessori di giustificare per iscritto eventuali future assenze.
Ma passando dal metodo ai fatti, il primo segno di rottura con il passato riguarda la sanità. Lo aveva detto in campagna elettorale e ribadito dopo la sua elezione: «Fuori la politica dalla sanità». Ed è così che nell’affrontare la questione dell’azienda universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno”, la giunta Fico è arrivata alla conclusione che sarà emanato un avviso pubblico per scegliere il successore dell’ex direttore generale – deluchiano di ferro – Ciro Verdoliva, che dopo quattro mesi ha lasciato il Ruggi per ricoprire l’incarico di direttore generale dell’Autorità Garante per le disabilità (non senza ritornare indietro ed emanare provvedimenti che hanno scatenato la protesta dei sindacati e del Ministero della Salute).
Altro tema affrontato ha riguardato il dimensionamento scolastico, così come riformulato dal ministro Valditara. Per non incorrere in un commissariamento (come l’Abruzzo), si sta ragionando ad una soluzione di mediazione.
Ultimo punto (anche se era il primo): introdurre una retribuzione oraria minima nei contratti pubblici d’appalto, come era stato chiesto dal consigliere Davide D’Errico.

