Aver messo sotto scacco Forza Italia nella ripartizione delle commissioni speciali, è stato un gioco da ragazzi. L’asse Fratelli d’Italia-Lega ha fatto sì che i numeri fossero dallo loro parte.
E saranno sempre i numeri ad eleggere Gennaro Sangiuliano capo dell’opposizione in consiglio regionale.
«Capo dell’opposizione con solo undici voti? Facciano pure. Francamente non significherà nulla, perché un capo dell’opposizione che ne rappresenta poco più della metà non è nulla», ha continuato a tuonare ieri il coordinatore campano forzista Fulvio Martusciello lanciando l’avvertimento che Forza Italia «non parteciperà ad alcuna designazione e non si farà rappresentare da nessuno».
E, se i forzisti escono dalla coalizione, rompono i tavoli provinciali (il primo è quello di Pagani dove si era raggiunta l’intesa sul cognato di Edmondo Cirielli, Nicola Campitiello) per Fratelli d’Italia sarà più semplice affermarsi come primo partito di centrodestra in Campania con un credito da vantare nei confronti del Carroccio e con Sangiuliano che diventerebbe l’uomo di riferimento in Campania.
Se così stessero le cose, il futuro è bello che scritto, ma nel partito della premier c’è una miccia che potrebbe far implodere Fratelli d’Italia su se stesso, a meno che a via della Scrofa non si decida di aspettare che si spengano i riflettori. Ma su un personaggio come quello di Marco Nonno è difficile spegnere le luci.
«Ho il certificato penale pulito, altrimenti la Corte d’Appello non mi avrebbe mai candidato». Il tono è deciso ma anche arrabbiato, perché Marco Nonno sa che c’è qualcuno all’interno di Fratelli d’Italia che sta muovendo tutte le sue pedine per impedirne l’ingresso in consiglio regionale dopo le dimissioni di Cirielli.
E sa anche che il piano è chiedere alla giunta delle elezioni di accertare la sua incandidabilità per via della condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Nonno dice di avere, non solo le carte giudiziarie in regola ma anche quelle politiche.
«Ho già parlato con Arianna Meloni e Giovanni Donzelli che mi hanno rassicurato, quindi chi vuole impedire il mio ingresso in consiglio regionale si sta mettendo contro il partito».
Ma chi gli sta tramando contro e perché? Del resto non è stata la stessa Arianna Meloni ad appoggiare la sua candidatura vincente a segretario del partito a Napoli, Vincendo anche le resistenze di Cirielli che con Nonno non ha mai legato?
Indiscrezioni lasciano intendere che la questione Nonno non è solo legata a Napoli ma anche a Roma e, nella capitale, le partite in gioco sarebbero due. Da un lato c’è quella ufficiale della segretaria del partito che, a dire di Nonno, avrebbe dato l’ok, dall’altra c’è la partita che si starebbe giocando al ministero della Salute e che coinvolgerebbe la tanto dichiarata «intesa istituzionale» tra il Campo largo e l’opposizione in Regione soprattutto sull’uscita della Campania dal piano di rientro.
Insomma, insinua qualcuno: la testa di Nonno (la cui incandidabilità deve passare anche per il consiglio regionale) in cambio della tanto agognata boccata di ossigeno per la sanità campana.
Di fronte ad un sospetto c’è una certezza: gli incontri tra Fico e Schillaci sono stati frequenti. Il ministro di recente ha dichiarato ufficialmente che «siamo a buon punto» e il viceministro Cirielli, prima di lasciare il consiglio regionale, ha affermato l’uscita dal piano di rientro «entro pochi mesi».
Se è vero che c’è questa seconda partita, chi la sta giocando? E a via della Scrofa sono a conoscenza delle voci che corrono?

