SALERNO – Pericolosi. Non sono state rilevate tracce di diossina o di funari né sono stati accertati danni ambientali. Ma il materiale andato a fuoco nell’area dell’ex Salid ad inizio di febbraio – mascherine comprese – è stato catalogato come «rifiuto contenente sostanze pericolose». Rifiuti che sono sia inorganici che organici.
Ma è stata segnalata anche la presenza di «rifiuti speciali tossici identificati con eco tossico H14». Cioè quel tipo di rifiuti che non può essere smaltito come rifiuto urbano o non pericoloso poiché la sua dispersione nell’ambiente – aria, suolo o sottosuolo che sia -potrebbe provocare danni acuti o cronici agli organismi viventi, se non nell’immediato quanto meno a lungo andare.
Sono questi i risultati emersi dalle analisi sul materiale bruciato effettuate dal laboratorio incaricato da Salerno Pulita ad effettuare i rilievi.
Dati allarmanti ma non scontati dal momento che si tratta comunque di materiale bruciato che rientra in codici classificati ben precisi e come tale richiede un particolare procedimento di smaltimento oltre che di raccolta e trasporto.
Entro l’inizio della prossima settimana la società “Kosmo ecological service srl” di Acerra, incaricata dello smaltimento, comincerà a liberare l’area dai rifiuti per procedere poi allo smaltimento che costerà al Comune di Salerno 1.500 euro a tonnellata.
Dopo di che sarà compito degli uffici comunali occuparsi della bonifica dell’area e del ripristino della finestra andata a fuoco durante l’incendio. Ma la procedura di inizio attività non è ancora partita e non partirà fino a quando l’area non sarà liberata dai rifiuti e non senza un previo sopralluogo dei tecnici.

