SALERNO – L’incendio improvviso, i sopralluoghi, le indagini della procura e lo zelo dell’ufficio Patrimonio del Comune di Salerno di chiudere l’intero parco per procedere alla messa in sicurezza dell’area.
A distanza di tre settimane dalle fiamme divampate nella palazzina dell’ex Fornace, che hanno riportato alla memoria anche le migliaia di mascherine comprate durante l’emergenza Covid e dimenticate lì per anni, sembra che tutto sia rimasto come prima: dimenticato.
Le transenne collocate per delimitare la palazzina andata a fuoco ci sono, ma la rete arancione è stata completamente manomessa ed avvicinarsi al finestrone non è difficile: basta passarci sotto.
L’odore di bruciato si sente ancora. Talmente forte da tradire l’ipotesi che il materiale andato a fuoco sia stato rimosso. Coprire il tutto con degli enormi teloni verdi impedisce di vedere cosa c’è ancora nella palazzina. Ma i teli non poggiano a terra, dunque è facile intuire che nascondono anche le macerie e le vecchie mascherine scadute da tempo.
Basta però spostarsi nella zona interna, quella che si affaccia sulla palazzina che ospita (o ospitava) un’associazione, per rendersi conto che il materiale andato a fuoco è rimasto esattamente dove si trovava tre settimane fa quando è scoppiato l’incendio.
Qui però l’accesso all’interno sembra – almeno a prima vista – più complicato. C’è la transenna con la solita rete arancione alzata e facilmente oltrepassabile ma ci sono anche delle transenne di alluminio ancorate al terreno con dei blocci di cemento. Scavalacarle non è un’impresa titanica. E così si arriva alla vecchia porta d’ingresso che da nel piccolo corridoio di passaggio (prima dell’incendio) interno.
I teloni coprono ancora il materiale bruciato, l’odore è sempre molto intenso ma ecco spuntare un bel pacco ancora incelophanato di vecchie mascherine. Lì, in bella vista, proprio dietro le grate di ferro che già da tempo avevano sostituito la porta.
Se ci si sporge un po’, si riesce a scorgere – sulla sinistra – anche la scalinata che portava al piano superiore ricoperta da pezzi di cemento che assomigliano quasi a pietre.
La municipalizzata Salerno Pulita, delegata alla verifica e al campionamento dello smaltimento, ha terminato le sue operazioni il giorno in cui il Comune ha ordinato la chiusura dell’interno parco. Ma non è ancora chiaro se i risultati siano arrivati. Sarà questo il motivo del ritardo o anche stavolta ci si è dimenticati?

