Eboli, esposto alla Procura contro il Consorzio di Bonifica: «Scarichi e alghe, danni al turismo per settimane»

EBOLI – La stagione balneare è ormai agli sgoccioli, ma a Eboli il dibattito sull’ambiente non si ferma. L’associazione AITE – Imprese Turistiche Ebolitane ha presentato un esposto alla Procura di Salerno contro il Consorzio di Bonifica Destra Sele, ipotizzando il reato di inquinamento ambientale ai sensi dell’articolo 452-bis del codice penale. A firmare l’atto, lo scorso 24 agosto, è stato il presidente dell’associazione, Giuseppe De Lucia. Secondo AITE, tra metà luglio e inizio agosto si sarebbe verificata una massiccia proliferazione di alghe nella vasca di raccolta di località Aversana, fenomeno legato al caldo e ai residui di fertilizzanti presenti nel reticolo idrico gestito dal Consorzio. Le conseguenze, denunciano gli operatori: acque maleodoranti, una patina verde lungo il litorale, sversamenti abusivi mai contrastati, canali non puliti da anni. Per l’associazione, il fenomeno avrebbe allontanato i turisti per oltre due settimane, con costi di bonifica ricaduti interamente sugli stabilimenti balneari. Nell’esposto, AITE contesta al Consorzio una vigilanza insufficiente, nonostante le numerose segnalazioni inviate negli anni alle istituzioni locali e provinciali. Il fenomeno, si legge nel documento, «si ripropone ciclicamente» ogni estate e «anno dopo anno si aggrava sempre di più», compromettendo l’immagine del litorale e la qualità dell’acqua. L’associazione chiede alla Procura di disporre: analisi ambientali dell’Arpac, verifiche dei Carabinieri Forestali, accertamenti sulle cause dell’inquinamento, individuazione delle eventuali responsabilità. Un passaggio ritenuto necessario per chiarire se gli scarichi nel reticolo idrico abbiano contribuito alla proliferazione delle alghe e al deterioramento della qualità del mare. Resta da capire quali sviluppi avrà l’esposto e se le indagini riusciranno a fare luce su un problema che, secondo gli operatori turistici, rischia di compromettere ogni anno la stagione balneare e l’economia del litorale. La richiesta degli imprenditori è chiara: interventi strutturali, controlli costanti e una gestione più attenta del reticolo idrico, per evitare che il fenomeno si ripresenti ancora una volta.

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