De Laurentiis scende in campo: «Caro Napoli e caro calcio, si cambia così»

Un fiume in piena. Aurelio De Laurentiis non è mai banale. Il patron del Napoli fa notizia e apre a mille interrogativi. Una sua lunghissima intervista a “The Athletic” diventa spunto per tantissime riflessioni e anche analisi non solo sul club azzurro ma anche sul momento del calcio. Ne ha per tutti De Laurentiis, che parla di uno sport da rifondare perché ormai non più attrattivo per le giovani generazioni. Ma parte dal suo Napoli e dalla situazione Conte-nazionale che tiene banco. De Laurentiis non chiude all’ipotesi ma chiede al suo tecnico chiarezza: «Prima di tutto, al momento non abbiamo un presidente della federazione. Quindi nessuno può decidere di chiederglielo. Perciò, prima di tutto, dobbiamo risolvere il problema della federazione. Altrimenti, dovremo aspettare le nuove elezioni della federazione, a metà giugno. Antonio Conte è una persona molto seria. Ha un contratto con me. Non mi abbandonerà mai all’ultimo minuto. Perché creerebbe un grosso problema per il Napoli.
Questa squadra è anche una sua creazione. Quindi ucciderebbe il suo bambino, abbandonandolo proprio all’ultimo minuto. Oppure… decide subito e dice: “Vorrei andarmene”. In tal caso avrei il tempo, tra aprile e maggio, di trovare qualcun altro che lo sostituisca. Altrimenti, non credo che il signor Conte abbandonerà mai il Napoli. È una persona seria e professionale. Se fossi un allenatore, prima di accettare ci penserei cento volte». Il patron lo elogia per il suo essere un vincente e poi volge lo sguardo ai procuratori, ricordando il peso di Conte anche nelle sue scelte di mercato: «Quando abbiamo iniziato a lavorare con Conte, abbiamo ricevuto un’offerta di 200 milioni di euro dal PSG e da altri club per cedere Victor Osimhen e Kvara insieme. Conte disse: “Osimhen potete venderlo, ma per favore non vendete Kvara. Questo è stato un grosso errore perché dopo ho avuto grossi problemi con il padre e l’agente. Qualsiasi giocatore di età inferiore ai 28 anni, dopo tre anni di contratto, può liberarsi praticamente per niente. E poiché questo giocatore e il suo agente erano assolutamente determinati a lasciare Napoli, ho deciso che era meglio venderlo. Nel calcio gli agenti sono vampiri che succhiano il sangue». Infine, le sue parole sul futuro di uno sport come il calcio da rifondare: «Le partite sono troppo lunghe – ha esclamato De Laurentiis – Primo: ridurrei ogni tempo da 45 minuti a 25 minuti. Nella sua partita da 50, invece che recuperare minuti con le interruzioni al termine di ogni frazione, il gioco effettivo verrebbe cronometrato. Inoltre, non userei mai più il cartellino rosso e il cartellino giallo. Direi ‘Tu fuori per cinque minuti (per un cartellino giallo)!’ e ‘Tu, fuori per 20 minuti per un cartellino rosso!’».

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