Da Salerno al Partenone: Vincenzo Dolce sbarca al Panathinaikos

Da Salerno ad Atene. Nel mezzo soprattutto Brescia, dove Vincenzo Dolce ha scritto una pagina memorabile di storia sportiva. Riuscendo a spezzare con l’AN il dominio incontrastato della Pro Recco, grazie allo scudetto del 2021. Un’impresa, arricchita dalla vittoria di una Coppa Italia e una medaglia di bronzo in Champions League che rendono inevitabilmente commovente il momento dei saluti. Dopo sei anni con la Leonessa il passaggio al Panathinaikos, per la prima esperienza estera in carriera alla soglia dei 31 anni. In Grecia Dolce proverà a rimpinguare il suo palmares, che tenendo conto anche della Nazionale italiana si impreziosisce con uno storico Mondiale (2019), oltre a un argento alla rassegna del 2022 e un bronzo agli Europei del 2024.
L’obiettivo dichiarato, dopo le Olimpiadi del 2020 e la mancata convocazione per Parigi 2024 è quello di restare aggrappato al Settebello in vista Los Angeles 2028. Nel frattempo con gli azzurri c’è il presente prima di pensare al futuro: e il presente si chiama World Cup, con la fase finale in programma a partire dal 23 luglio, dove a Sidney l’Italia affronterà nei quarti la Georgia per la fase finale di Coppa del Mondo. Dopo il raduno di Ostia, allenamenti congiunti con gli Usa e preparazione prima a San Francisco, poi tappa a Los Angeles. Nel gruppo chiamato dal ct Campagna altri due salernitani, Mario Del Basso, pure in forza al Brescia e compagno di club di Dolce fino a pochi giorni fa, e Eduardo Campopiano, leader della De Akker Bologna campione di Conference Cup. Dei 17 atleti convocati ne resteranno fuori due, la truppa salernitana spera di andarsi a giocare le proprie chance di vittoria in una competizione internazionale che l’Italia affronterà da campione in carica. Nel frattempo Dolce ha ricordato con affetto i suoi anni a Brescia. “In questi anni sono stato accolto come un figlio: mi hanno fatto sentire tutti subito a casa. Qua sono cresciuto, arrivando a 24 anni, e andando via ora che ne ho 31 e sono un uomo. È stato un percorso magnifico professionalmente e umanamente: a Brescia lascio amici, affetti, un pezzo di cuore e una città che per me ormai è casa”.

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