Una mossa a sorpresa. 44’ di Napoli-Bologna. De Bruyne serve Politano ma il passaggio non arriva a destinazione. Allegri si gira verso la panchina, chiama Costantino Favasuli e gli chiede di accelerare il riscaldamento. All’intervallo la sorpresa: fuori Politano dentro Favasuli. Il numero 2, nativo di Africo, in comune di appena 2mila abitanti nella provincia di Reggio Calabria, completa la sua settimana da sogno. Prima il debutto tra gli applausi in Champions League con l’Arsenal, poi la grande chance con il Bologna. Detto, fatto. Perché Favasuli, in un ruolo molto più offensivo rispetto alle sue attitudini di esterno a tutta fascia, si prende la scena. Energia, corsa, grinta, personalità in un momento determinante pe la stagione azzurra. Il tunnel su Miranda e il cross deviato in angolo il bigliettino da visita, poi l’assist al bacio per Lobotka. Il Maradona che esplode, applaude e ora chiede ad Allegri il coraggio di puntare su un talento in erba ma con grande fame ed ambizione di consacrazione. «Sì, sto vivendo un sogno, sono contento però questo è un punto di partenza – ha racconQUOTIDIANO INTERATTIVO tato nel post gara -. La vittoria era la cosa più importante, ma è stata una bellissima settimana per me, ovviamente. Mi sono fatto trovare pronto e sono felice, qui mi aiutano tutti e devo ringraziare mister e squadra per la fiducia. Sono contento di quel po’ che ho fatto, sono entrato bene, ma la strada è lunga e la cosa più importante è la vittoria».Quello che solo poche settimane fa sembrava un sogno destinato a concretizzarsi, ora è il presente di un ragazzo umile, con la sana voglia di capitalizzare la grande chance. Un’annata super con il Catanzaro, il sogno della A ai playoff infranto in semifinale. Poi la chiamata del Napoli, l’attesa e il saluto fra le lacrime al Ceravolo. Troppo forte il sogno di vestire la maglia di cui la famiglia ne è grande tifosa: «Darò sempre il massimo in qualsiasi ruolo. Non fa importanza essere più alto o basso. I miei modelli? Uno è qui, che è Di Lorenzo: è un capitano esemplare. Mi piace molto Cancelo, mi piaceva Zambrotta. Mi piacevano giocatori di questo tipo. La Nazionale? Quello è il sogno di tutti, soprattutto per me sarebbe incredibile. L’ho vissuta con Baldini – ricorda con fierezza -, sarebbe unico tornarci ma ora mi concentro sul Napoli. Magari un giorno»

