Cuore Bruciato, “Tentativo di Occultamento del Monaldi”

NAPOLI – Un indagato che si aggiunge ai primi sei, il «diario di perfusione» sequestrato (cioè il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui a Domenico è stato tolto il suo cuore prima di impiantare quello danneggiato), l’incidente probatorio chiesto dalla pm Giuseppe Tittaferrante al gip e l’assessore di Bolzano che esclude eventuali errori fatti dai medici altoatesini durante l’espianto.


Ma è lo scontro duro tra mamma Patrizia ed il suo avvocato Francesco Petruzzi da un lato e la direzione generale del Monaldi dall’altro il protagonista della giornata di ieri.

Che è cominciata con la denuncia del legale sulla presunta «incompletezza» della cartella clinica a cui l’azienda dei Colli ha risposto con una secca smentita. Per proseguire con quello che anche mamma Patrizia ha definito un «occultamento» e non un «difetto di comunicazione».


«Adesso che mio figlio non c’è più, voglio la verità» ha tuonato Patrizia. «Ora stanno emergendo i fatti, i documenti, gli audit, le contraddizioni. Difetto di comunicazione è quando si sbaglia a capire, non quando si nasconde la verità», ribatte Petruzzi.


Ed ecco allora illustrare il presunto livello di responsabilità a cascata. A partire dalla direzione generale dell’azienda dei Colli, da cui dipende il Monaldi. «La dottoressa Iervolino mi aveva detto che la dottoressa Farina (indagata per aver espiantato l’organo a Bolzano; ndr) – chiarisce il legale – le aveva riferito di aver detto tutto alla mamma». «Ma non è vero» conferma Patrizia.


Nel mirino finisce anche il primario Guido Oppido, che ha eseguito l’intervento, e che avrebbe detto a Patrizia che «la percentuale del 10% di riuscita del secondo intervento era stata dettata dalla sua disperazione».


Per Patrizia e l’avvocato Petruzzi i medici del Monaldi sapevano bene che Domenico non era nelle condizioni di poter subire un altro trapianto. Allora, si chiedono, perché la chiamata quando è stato trovato un altro cuore. Ancora: perché dopo l’intervento non è stata fatta alcuna Tac al bambino?
Perché nell’audit interno già avviato, prima di conoscere cosa fosse successo al piccolo, si era parlato di ghiaccio secco?

Risposte che solo l’inchiesta e l’incidente probatorio potrà fornire.
Intanto ieri mamma Patrizia è andata dal notaio per costituire il comitato di raccolta fondi per la Fondazione a nome di Domenico.

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