NAPOLI – Tutti gli occhi puntati sul Monaldi, sia a Roma che a Napoli. Ieri il ministero della Salute ha disposto un’ispezione all’azienda ospedaliera dei Colli e all’ospedale di Bolzano.
L’obiettivo è di ricostruire l’intero iter seguito per l’espianto del cuore – avvenuto appunto a Bolzano – fino al trapianto eseguito al Monaldi il 23 dicembre scorso sul piccolo Tommaso. Compresa dunque, la fase del trasporto nel famoso contenitore dove sarebbe stato introdotto del ghiaccio secco invece del ghiaccio normale.
Il ministro della SaluteOrazio Schillaci, appena saputo del bambino di due anni e mezzo che lotta tra la vita e la morte a causa del trapianto di un cuore inutilizzabile, ha avviato immediatamente la procedura ispettiva e dichiarato che la Rete nazionale trapianti è impegnata nella ricerca di un potenziale donatore per Tommaso.
Contemporaneamte si è mossa anche la Regione Campania.
Ieri mattina anche il presidente Roberto Fico ha disposto l’avvio di una ispezione all’ospedale Monaldi, delegando il compito alla Direzione generale per la tutela della Salute.
«Occorre fare totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità. Con massima trasparenza e determinazione», ha detto il governatore non prima di esprimere la sua vicinanza e quella di tutta la giunta regionale al piccolo Tommaso e ai suoi genitori.
«Sono ore di grande apprensione e sofferenza – ha aggiunto Fico -. È una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce».
Intanto Tommaso è ancora in coma farmacologico. La sua vita dipende dall’Ecmo, a cui ormai è attaccato da 53 giorni. I suoi organi sono molto compromessi, al punto che anche l’idea di trasferirlo al Bambin Gesù di Roma è tramontata perché si corre il rischio che Tommaso non riesca ad affrontare il trasferimento.
Ma ieri è arrivata un’altra brutta notizia per mamma Patrizia. Il medico legale, a cui la famiglia e l’avvocato Francesco Petruzzi hanno affidato la consulenza legale, ha dichiarato che il piccolo Tommaso difficilmente potrebbe superare un eventuale nuovo trapianto.
Cioè, se anche oggi arrivasse un nuovo cuore – Tommaso è inserito come priorità nella lista europea dei trapianti – non è detto che il bimbo sarebbe fuori pericolo. I macchinari a cui è attaccato stanno compromettendo sempre di più fegato, reni e polmoni.
Ma la famiglia e l’avvocato non si arrendono. Ecco perché, seppur accantonata l’ipotesi di un trasferimento al Bambin Gesù, si chiederà comunque una consulenza ai medici dell’ospedale pediatrico romano.
«Il nostro medico non ha mai visto il bimbo, non può pronunciarsi circa la trapiantabilità – ha dichiarato Petruzzi – perciò abbiamo chiesto alla direzione sanitaria dell’ospedale Monaldi di chiedere all’ospedale pediatrico Bambino Gesù un parere sulla trapiantabilità, visto che, dopo quello che è successo, si è andato a incrinare il rapporto di fiducia con la struttura ospedaliera partenopea, una scelta che il nostro medico condivide. Un parere positivo – aggiunge il legale – consentirà alla madre e a tutti di tirare un sospiro di sollievo».
Ieri mattina infatti l’avvocato Petruzzi, ospite della trasmissione Rai “Storie Italiane”, ha ribadito i dubbi sull’equipe medica dell’ospedale napoletano. «Dato che il dovere di vigilare era dell’istituto ricevente, cioè del Monaldi, chi è partito dal Monaldi per andare a espiantare e a prendere il cuore anche se materialmente non ha preparato il box doveva comunque vigilare sulla preparazione del contenitore».
Ieri pomeriggio i genitori di Tommaso hanno avuto un colloquio con i medici del Monaldi sulle condizioni di salute del piccolo Tommaso.

