Sorride Tullio Ferrante quando gli si fa notare che finalmente la Gesac ha risposto. «Non poteva non rispondere – dichiara sardonico il sottosegretario ai Trasporti -. La richiesta le è arrivata da un organo di governo».
Cosa ha risposto, dunque la Gesac?
«Ha confermato che c’è stato un problema di mancata programmazione sui trasporti e l’assenza di un piano strutturale di promozione turistica, oltre alla carenza di investimenti per rafforzare il sistema ricettivo e per migliorare l’accessibilità dello scalo».
Stiamo parlando di un aeroporto che ha ricevuto investimenti per mezzo miliardo di euro. C’è bisogno di ulteriori investimenti, quindi?
«So benissimo che si è investito tanto sullo scalo di Salerno, perciò bisogna capire di chi sono le responsabilità».
Scusi, ma programmare i trasporti e adottare il piano strutturale di promozione turistica non rientra nei compiti della società di gestione? Quindi della Gesac?
«Appunto. Bisogna capire cosa non è stato fatto e perché non è stato fatto».
Il completamento della metropolitana, per esempio, che collega Salerno città allo scalo.
«Sui collegamenti, seguo da vicino la realizzazione del prolungamento della metropolitana di Salerno per recuperare decenni di ritardi infrastrutturali, ma ciò non basta».
Cosa ci vuole ancora?
«Una politica di programmazione del trasporto pubblico locale, di promozione e di impulso al turismo che in questi anni è mancata».
E questo compito spetta alla Regione, giusto?
«Esattamente. Nonostante gli appelli del territorio e delle associazioni di categoria, é mancato l’impegno da parte della Regione, che ha così ostacolato le possibilità di crescita dello scalo».
È per via di questa serie di combinazioni mancanti che le compagnie aeree stanno abbandonando l’aeroporto di Salerno?
«Come Governo e come Mit abbiamo investito nel rilancio dello scalo, consapevoli delle sue enormi opportunità di sviluppo. Ho personalmente voluto promuovere il cambio di denominazione dell’aeroporto, per intitolarlo non solo alla Costa d’Amalfi ma anche a quella del Cilento al fine di valorizzarne le capacità attrattive».
Oggi però la realtà è molto distante e completamente diversa rispetto alle prospettive di un tempo. Come intende muoversi il Ministero?
«Abbiamo già chiesto di aprire un tavolo di confronto e la prossima settimana partiranno le convocazioni per Enac e Gesac. Ovviamente il tavolo avrà la supervisione degli uffici del ministero dei Trasporti».
Convocherete anche la Regione Campania?
«Per il momento no».
Perché?
«Non si è ancora insediata la nuova giunta».
E l’ex presidente De Luca, che nei suoi dieci anni di mandato ha vissuto in prima persona l’inaugurazione dello scalo sotto la gestione Gesac, sarà convocato?
«Per il momento a noi interessa capire nei fatti cosa sta succedendo davvero a Salerno e a cosa è dovuta la crisi che sta attraversano lo scalo».
Quindi non c’è bisogno di sentire De Luca?
«I tempi sono prematuri. C’è da verificare anche il ruolo che l’aeroporto di Salerno riveste all’interno del piano complessivo della rete aeroportuale regionale».
Che sempre Gesac ha stabilito, vero?
«Essendo l’ente gestore, per forza».

