ROMA – L’Autorità nazionale anticorruzione introduce una novità rilevante sulla trasparenza dei finanziamenti elettorali. Con una nuova delibera, l’Anac chiarisce che anche le donazioni dei singoli privati potranno essere conosciute, pur nel rispetto della privacy: il nome del donatore non sarà pubblicato online, ma potrà essere ottenuto tramite accesso civico generalizzato. Una scelta che punta a bilanciare diritto alla trasparenza e tutela dei dati personali, come spiega il presidente Giuseppe Busía: «Nel caso di donazioni e contributi elettorali occorre sempre mediare fra esigenze di trasparenza e tutela della privacy. È un importante passo avanti nella trasparenza su chi finanzia i rappresentanti politici eletti». La delibera stabilisce che: Persone fisiche e imprese individuali, Online va pubblicato solo l’importo del contributo, se supera i 3.000 euro annui. Il nome del donatore resta oscurato, ma deve essere chiaramente indicato che può essere richiesto tramite accesso civico. Società, associazioni, comitati ed enti, Devono essere pubblicati sia l’importo sia la denominazione del finanziatore. La soglia resta quella dei 3.000 euro annui, e riguarda anche servizi o forme di sostegno non monetarie. L’Anac precisa che gli obblighi non riguardano i Comuni con meno di 15.000 abitanti. Le dichiarazioni relative a contributi e spese elettorali dovranno essere pubblicate entro tre mesi dalla proclamazione nella sezione Amministrazione trasparente dei siti istituzionali. La decisione punta a rendere più trasparente la provenienza delle risorse utilizzate nelle campagne elettorali, senza rinunciare alle garanzie previste per la protezione dei dati personali.

