CEUTA – Il bilancio delle vittime cresce di ora in ora. Secondo la prefettura di Ceuta, sono 43 i cadaveri recuperati nelle ultime ore al largo dell’enclave spagnola. Le nuove vittime si sommano ai 30 morti registrati da inizio anno, portando il totale provvisorio a 73 migranti deceduti nel tentativo di raggiungere la costa. Il premier Pedro Sanchez, arrivato a Ceuta, ha usato parole durissime: «Quanto accaduto è un attacco alla sovranità territoriale della Spagna». Secondo il presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas, nelle ultime ore 60.000 persone avrebbero tentato di entrare nell’enclave. Sanchez ha annunciato il rafforzamento della frontiera, nuove boe marittime per creare una barriera fisica e una revisione della normativa sugli stranieri per accelerare i rimpatri. Fonti del governo spagnolo riferiscono che 25.000 migranti sono già tornati in Marocco dall’alba alle 13, con un ritmo impressionante: 150 persone al minuto. Madrid respinge le critiche italiane: «La crisi non è legata alla regolarizzazione dei 500mila migranti, ma alla sentenza della Corte Suprema sui respingimenti a nuoto, strumentalizzata dalle mafie». Il commissario europeo agli Affari Interni Magnus Brunner ha definito la situazione «inaccettabile», ma ha chiarito: «Non risultano flussi verso il continente europeo. I controlli Schengen restano pienamente operativi». Fonti Ue ribadiscono che: Ceuta e Melilla sono frontiere esterne dell’Unione; nessuno può muoversi verso altri Paesi Ue senza controlli; nel pomeriggio è previsto un briefing tecnico con tutti gli Stati membri. Interpellate più volte sull’ipotesi che i flussi siano stati favoriti da una complicità delle autorità marocchine, fonti Ue rispondono: «La reazione del Marocco è stata rapida. Non possiamo speculare su report parziali». Le stesse fonti sottolineano che migliaia di persone stanno tornando volontariamente in Marocco. Von der Leyen: «Immagini inaccettabili, rimpatri rapidi». Piantedosi: riunione al Viminale, allo studio la sospensione di Schengen con la Spagna. Merz (Germania): «Il Marocco riaccolga subito i migranti illegali». Francia: rafforzati i controlli al confine con la Spagna. Casa Bianca: «La crisi conferma la validità delle politiche di Trump». Russia: «Come la caduta di Roma, barbari alle porte». L’emergenza migratoria a Ceuta continua a scuotere gli equilibri europei e a generare tensioni diplomatiche. A quanto si apprende, sono in corso contatti costanti tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, impegnati a monitorare l’evoluzione della situazione. Il governo italiano ha sospeso il trattato di Schengen con la Spagna, una misura straordinaria varata nel corso di una riunione al Viminale. Fonti del ministero degli Esteri spagnolo hanno risposto alle dichiarazioni di Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando che la crisi migratoria di Ceuta: «Non ha nulla a che vedere con la regolarizzazione dei migranti approvata dal governo spagnolo». Secondo Madrid, l’ondata migratoria sarebbe stata innescata da una interpretazione distorta della recente sentenza della Corte Suprema sui migranti entrati a nuoto, una decisione che sarebbe stata strumentalizzata da mafie e organizzazioni criminali.

