Forza Italia ufficialmente non ha ancora il nome ma dice di guidare una coalizione di centro per le prossime comunali di Salerno.
Sinistra Italiana si sfila dal semi Campo largo e da quel tavolo di partiti, movimenti civici ed associazioni che sembrano così compatti ed affiatati.
E, alla fine, il nome di Armando Zambrano che piace agli azzurri e anche ai centristi del semi Campo largo (ma non ai 5Stelle e alla sinistra) più che il candidato «moderato» – come ha detto ieri a Salerno Fulvio Martusciello – diventa sinonimo di ritardo ma anche di rottura e forse di sotterfugi tra alleati.
Ieri, nella sede di Forza Italia, il suo nome è stato fatto da quasi tutta la corazzata di azzurri presente: a cominciare da Martusciello – «persona di alto profilo professionale», a Roberto Celano, all’onorevole Gianfranco Librandi e al sottosegretario Tullio Ferrante. Senza però mai ufficializzare la sua candidatura.
Perché frattanto, in realtà, Zambrano era nella sede di Azione, protagonista di un “audit” interno alla coalizione che avrebbe dovuto scegliere alla fine se preferirlo ad Alberto Di Lorenzo o a Franco Mari o a Elisabetta Barone.
Sinistra Italiana però non c’era, aveva annunciato anche la sua assenza e ne aveva spiegato anche i motivi: il perimetro della coalizione si stava spostando oltre i limiti consentiti e non voleva rinunciare al simbolo.
Oltre i limiti consentiti significava che la coalizione si stava allargando ad accogliere anche Forza Italia che, pur nella veste di una lista civica, avrebbe già chiuso l’accordo con Armando Zambrano.
Casa Riformista lo sapeva, Azione pure e perfino i mastelliani. Alfonso Andria, poi, avrebbe tentato di tenere insieme tutti: l’intento era questo. E ci ha provato fino a ieri sera l’ex senatore già presidente della Provincia di Salerno. Ma, dopo la fumata nera di ieri mattina, Sinistra Italiana ha disertato il tavolo anche ieri sera. E il semi Campo largo ha perso dunque un pezzo, ma – se anche il 5Stelle (che ha partecipato ad entrambe le riunioni) dovesse sfilarsi, i centristi saprebbero dove approdare: nella «casa dei moderati» di Fulvio Martusciello, dove ieri sera si attendeva l’esito della riunione del semi Campo largo.
Dunque lo scenario che si profila all’orizzonte è la probabile coalizione di centro formata da forzisti, riformisti, mastelliani ed Aazione a sostegno di Zambrano. Resta da vedere cose farà il mondo dell’associazionismo che pure si era seduto al tavolo della coalizione di centrosinistra.
Intanto, sul fronte Fratelli d’Italia lunedì (o al massimo martedì?) dovrebbe essere ufficializzata la candidatura di Gherardo Maria Marenghi con il sostegno della Lega e di Noi Moderati. Ed è proprio dal coordinatore regionale di Noi Moderati, Gigi Casciello, che arriva l’appello all’unità.
«L’Unità del centrodestra è una priorità e rincorrere ipotesi alternative con la pretesa di far prevalere una terza via e’ più che mai velleitario – dichiara Casciello – E lo dico per esperienza diretta. Trovo inoltre singolare, da parte di Forza Italia, rivendicare la leadership del centrodestra ma metterne in discussione l’unità. Ecco perché mi auguro possa prevalere il buonsenso e la logica dell’obiettivo comune di costruire un centrodestra vincente a Salerno come nel resto della Campania».
Ma la frattura sembra insanabile. Martusciello ha deciso che da Salerno partirà il progetto della nuova coalizione «perché il partito cresce» e la settimana prossima annunceranno le nuove 35 adesioni.

