Commissioni, fumata nera e nuove tensioni a sinistra

NAPOLI – Chi si aspetta che stamattina il consiglio regionale scioglierà il nodo sulle commissioni resterà deluso come quando, il 29 dicembre scorso, alla sua prima convocazione, si attendeva la nomina dei componenti della giunta.

La quadra non è stata ancora trovata. Perché si sta ancora tentando di raggiungere un giusto equilibrio nella distribuzione di nomi e competenze tra le forze politiche del campo largo, dice qualcuno. Oppure per via delle ultime stoccate, se non dirette ma molto taglienti, che l’ex governatore Vincenzo De Luca ha lanciato dalla sua consueta tribuna social venerdì scorso contro il sindaco di Napoli Manfredi, come invece dice a bassa voce qualcun altro.

Qualunque sia il motivo, fatto sta che l’accordo è saltato. In principio sembrava deciso che tre commissioni andassero al Pd, 2 al Movimento Cinque Stelle, una a Casa Riformista, una al Psi e una alla civica deluchiana A testa Alta, mentre Avs avrebbe avuto il questore delle Finanze nell’Ufficio di Presidenza. Nessuna a “Noi di centro” e alla lista di riferimento del presidente Fico.

Ma, a quanto pare le carte in tavola si sono rimescolate. Una cosa però appare certa: i dem non avranno le tre commissioni di prima fascia (Bilancio, Sanità e una a scelta tra Agricoltura ed Ambiente) come il capogruppo Maurizio Petracca aveva paventato e chiesto a gran voce. 

In una riunione fatta di recente alla presenza del segretario regionale dem Piero De Luca, pare sia stato proprio il deputato a spegnere le speranze di Petracca, ammettendo la difficoltà di agguantare il risultato sperato. Perché? A questo punto ritorniamo ai motivi per cui non sarà possibile ai dem fare bottino di commissioni. Ma, anche se i motivi restano ignoti, le due tesi tra cui oscillano, seppur diverse, sembrano condurre alla stessa conclusione: arginare il potere deluchiano. Vuoi con la mancata assegnazione delle tre commissioni di prima fascia o vuoi con il rafforzamento di un’intesa all’interno del campo largo che ha dato prova di resistenza già con l’elezione di Massimiliano Manfredi a presidente del consiglio regionale.

E tutto ciò si potrebbe tradurre in una nuova ripartizione che vedrebbe il Pd averne sempre tre, ma solo due saranno di prima fascia. L’altra prima fascia potrebbe intestarsela la lista del presidente, che mira però anche ai Trasporti con Nino Simeone, capogruppo e manfrediano di ferro in ottimi rapporti con l’assessore comunale al ramo Edoardo Cosenza. 

Giusto per dimostrare a chi rema contro quanto sia saldo il legame a Napoli (e in Campania) tra Roberto Fico e Gaetano Manfredi.

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