NAPOLI – La telefonata alle cinque del mattino dal Monaldi. Mamma Patrizia e papà Antonio si precipitano in ospedale accanto al piccolo Domenico. La pressione sanguigna scende, il cuore non batte più, l’Ecmo si spegne.
Adesso è davvero finita. Sono le 9.20. Domenico se ne è andato tra le braccia di mamma e papà.
«È diventato un angioletto, e io farò un modo che non sia dimenticato e poi faremo giustizia. Cosa chiedo alla giustizia? La verità», dirà mamma Patrizia ai cronisti che attendono all’ingresso del Monaldi.
«È morto tra le lacrime dei genitori, dei padrini di battesimo e dei medici che gli erano accanto. È stato un momento molto duro», racconterà padre Alfredo Tortorella, cappellano dell’ospedale Monaldi di Napoli, che ha accompagnato la famiglia del piccolo fino all’ultimo respiro di Domenico insieme al cardinale Domenico Battaglia che ha dato l’estrema unzione al piccolo.
Intanto, all’esterno del Monaldi, comincia ad arrivare gente comune da tutta Napoli ma anche da fuori regione per deporre fiori in ricordo di quel bambino che ha lottato due mesi dopo aver subito un trapianto sbagliato.
«Potrei essere la mamma, anche la nonna del piccolo Domenico – racconta la signora Rosaria – Cosa penso della vicenda? Meglio non dirlo perché non penso a niente di buono. Ora credo che debba soltanto esserci silenzio e rispetto per tutto quello che è successo».
Il signor Domenico, che porta lo stesso nome del piccolo guerriero, è arrivato da Caserta per chiedere scusa a Domenico e alla sua famiglia. «Anche io ho subito una perdita e so cosa significa – ha detto -. C’è molta rabbia, c’è qualche errore e chi ha sbagliato deve pagare, non si può morire così. Domenico è il figlio di tutta l’Italia e la signora Patrizia ha una dignità da vendere, al di fuori del normale. Le siamo tutti vicino».
Patrizia, che è diventata un simbolo di coraggio, compostezza e dignità di fronte ad un dolore così grande, anche ieri ha dimostrato di essere davvero una donna fuori dal comune. E a chi le ha chiesto dove trovasse la forza di andare avanti, ha risposto «me la dà mio figlio» e ha chiesto a tutti di non dimenticare il piccolo Domenico.
Lunedì mattina, insieme all’avvocato Francesco Petruzzi, andrà dal notaio per costituire un comitato di raccolta fondi per istituire una Fondazione che porti il nome di Domenico e che avrà lo scopo di aiutare tutti i bambini che, come suo figlio, hanno bisogno di un trapianto per sopravvivere.
«Voglio lasciare il segno per mio figlio e questa fondazione lo farà. Lotterò per tenere sempre vivo il ricordo di Domenico», ha detto.
E qualche minuto dopo c’era già chi, su TikTok, è riuscito a fare sciacallaggio anche su un dolore così grande, creando sul social un finto comitato di raccolta fondi per la futura Fondazione con tanto di foto di Domenico e di sua madre e di un Iban.
«Non credete alla truffe», ha dovuto anche avvertire mamma Patrizia. Come se non bastasse tutta questa sofferenza.

