Esteri

Libertà di parola, un portale per aggirare i divieti europei

Una nuova burrasca sta per imperversare sulle due sponde dell’Atlantico e, quasi certamente, finirà per aumentare la già ampia distanza che oggi separa gli Stati Uniti dai Paesi dell’Unione Europea. O meglio, dai governi che guidano la maggioranza delle nazioni della Ue. Perché a livello di opinione pubblica questa volta c’è la concreta possibilità che […]

Ginevra, colloqui “difficili” ma il filo del dialogo non si spezza

Due ore di colloquio. A Ginevra la seconda giornata del vertice russo-ucraino, con la mediazione statunitense, si è conclusa con ampio anticipo rispetto alle previsioni della vigilia. Soprattutto se si conseidera che la prima tornata di discussione, tenutasi martedì, ha impegnato le delegazioni – con incontri in formato sia bilaterale che trilaterale – per oltre

Dossier nucleare, prima intesa sul metodo tra Stati Uniti ed Iran

Un’intesa sul metodo e sulle linee guida che dovranno essere seguite in occasione della prossima tornata di colloqui. SI chiude con questo risultato il vertice che, a Ginevra, ha visto nuovamente sedute intorno allo stesso tavolo la delegazione statunitense e quella iraniana, impegnate nella ricerca di un difficile accordo in grado di scongiurare un intervento

A Ginevra oggi nuovi colloqui per fermare la guerra in Ucraina

Si apriranno questa mattina, salvo imprevisti dell’ultimo minuto, i nuovi colloqui tra Stati Uniti, Russia ed Ucraina per tentare di sciogliere i nodi che, finora almeno, hanno impedito di dare concretezza alle bozze di accordo per la fine del conflitto tra Mosca e Kiev.A Ginevra, dunque, si riparte dalla formula a tre che ha caratterizzato

Golfo sospeso tra speranze di pace e paura di una guerra regionale

È un filo sottile, che rischia di spezzarsi in ogni momento, quello che tiene Iran e Stati Uniti ancora al tavolo della trattativa: mentre arriva la conferma di una nuova tornata negoziale tra le delegazioni dei due Paesi, la Casa Bianca ipotizza di inviare una terza portaerei – la Gerald R. Ford – verso il

Egitto, riparte la trattativa per il disarmo di Hamas

Il disarmo della componente militare di Hamas: su questo tema, centrale per l’applicazione della seconda fase del piano di pace a Gaza, si è aperto il confronto tra una delegazione del movimento palestinese, guidata da Khalil al Hayyah, ed i mediatori egiziani. Sul tavolo dei colloqui in corso di svolgimento nella capitale egiziana anche le

Così Trump soffia sul fuoco della secessione canadese

Non bastava la Groenlandia, ora nella strategia trumpiana che mira a ridisegnare gli equilibri del “bastione nord America” – ovvero il ridotto geopolitico da cui Washington intende giocare la sua partita globale – entra anche il Canada. O meglio l’Alberta, uno degli stati che lo compongono.Da tempo in Alberta serpeggia un crescente malcontento nei confronti

Ucraina, un referendum per dire sì al piano di pace

Sarà annunciata dal presidente Zelensky il prossimo 24 febbraio, quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, la data delle elezioni presidenziali e del referendum sulle clausole del piano di pace. Appuntamento elettorale che dovrebbe tenersi entro il 15 maggio.A darne notizia il Financial Times, secondo cui di fatto Kiev avrebbe capitolato dinanzi alle pressioni statunitensi.

Teheran: «Via le sanzioni e stop all’uranio arricchito»

Diluizione dell’uranio arricchito contro la cessazione di tutte le sanzioni economiche: questo il reciproco scambio tra Iran e Stati Uniti per arrivare ad un’intesa che consenta di risolvere diplomaticamente la crisi in atto tra i due Paesi. E che tiene con il fiato sospeso le nazioni del Golfo Persico, timorose che in caso di scontro

Zelensky: «La Casa Bianca vuole chiudere la guerra entro l’estate»

Chiudere il conflitto russo-ucraino al più tardi entro l’inizio dell’estate. Sarebbe questo l’obiettivo della Casa Bianca, intenzionata a liberarsi dell’onere di una mediazione diplomatica che – evidentemente – si è rivelato essere più pesante di quello immaginato da Donald Trump al momento del suo insediamento. A rendere noto il calendario immaginato dall’amministrazione statunitense è il

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