Una «persona impermeabile» a quei «condizionamenti esterni, ormai esauriti» da cui sarebbe nata la sua «spinta criminale». Così il sostituto procuratore generale di Milano, Gaetano Brusa, firmava il 9 gennaio scorso il parere favorevole all’istanza di grazia presentata da Nicole Minetti, prima che venisse confermato dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il sostituto pg, dopo aver trovato riscontro di quanto dichiarato dall’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, aveva ritenuto che la Minetti, condannata in via definitiva a tre anni e 11 mesi di reclusione nel processo sulle Olgettine, avesse dimostrato di aver preso le distanze dal passato. A maggio scorso aveva cominciato a prestare volontariato nella parrocchia della chiesa di San Marco a Brera, facendo doposcuola ai bambini stranieri (da cui è stata sospesa dopo lo scandalo), ma già prima aveva costruito una relazione stabile con Giuseppe Cipriani con cui aveva adottato un bambino uruguaiano molto malato.
Il pg si era spinto fino ad indagare le cause che avevano portato «la giovane donna» a determinati stili di vita: cioè il «contesto ambientale in cui sono stati commessi i reati». Il contesto ambientale a cui si riferisce il magistrato sono le serate di Arcore «nel quale i protagonisti erano personalità di potere e di rilevanza pubblica, con cariche istituzionali, quali il presidente del Consiglio del Paese rivestito da Berlusconi, che indubbiamente crearono un clima ambientale capace ed idoneo a condizionare le scelte di una giovane donna».
Quel contesto ambientale e la presenza di cariche istituzionali avrebbero «generato» nella Minetti «il senso di impunità e di assenza di limiti al controllo sociale». Firmato Gaetano Brusa, lo stesso pg che da ieri, su richiesta di Nordio sollecitato a sua volta dal Colle, ha avviato nuove indagini – richiedendo anche la collaborazione dell’Interpol – per accertare la veridicità delle dichiarazioni dell’ex consigliera regionale lombarda sull’adozione del minore, figura fondamentale su cui si è basato il provvedimento di grazia emesso dal Quirinale.
La Procura generale ha chiesto già al Tribunale uruguaiano l’acquisizione della sentenza di adozione del figlio, su cui sembrano esserci irregolarità e strane coincidenze misteriose che si intecciano, così come ricostruite dal Fatto Quotidiano e dai media locali.
Secondo il media La Diaria, l’adozione sarebbe stata irregolare, mentre per il programma tivvù Telenoche l’iter seguito dalla coppia Minetti-Cipriani avrebbe rispettato le leggi del Paese: il bimbo era stato abbandonato dai suoi genitori e nel 2020 era stato dato in affidamento alla coppia italiana, fino all’adozione definitiva del 2023. Che, però, a quanto pare, risulta avvenuta dopo che l’ex igienista dentale e l’imprenditore avrebbero vinto una causa giudiziaria.
Resta ancora da chiarire quale ospedale specializzato abbia avuto in cura il figlio (visto che sia quello di Padova che di Milano lo hanno escluso) e che fine abbia fatto la madre biologica.
L’ultima domanda: la Procura generale non poteva indagare prima?

