BATTIPAGLIA – Il consiglio comunale di venerdì sera ha licenziato la delibera sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio del Comune di Battipaglia approntata dalla vicesindaca e assessore al Bilancio Maria Catarozzo. Un documento puntuale sullo stato di salute delle casse comunali che restano un punto fermo per l’amministrazione guidata dalla sindaca Cecilia Francese. Approvato a larga maggioranza dei presenti, con la partecipazione anche dell’opposizione, gli indirizzi del Documento Operativo Strategico (DOS) del programma di rigenerazione urbana PRIUS con particolare riferimento al riutilizzo dell’ex scuola elementare Edmondo De Amicis. Scelti anche i componenti del comitato di gestione del Centro Sociale. Ma vediamo quale è lo stato di salute dei conti pubblici al Comune di Battipaglia. «La verifica del permanere degli equilibri generali di bilancio, affidata annualmente al Consiglio comunale, conferma anche per il 2026 la tenuta finanziaria dell’ente – si legge nella relazione al Consiglio della vicesindaca Maria Catarozzo -. Una procedura rigorosa, che parte dai dirigenti e dai responsabili di servizio chiamati ad accertare la congruità delle previsioni, l’eventuale presenza di debiti fuori bilancio e l’entità delle passività potenziali». Si è pensato anche a prevedere le eventuali perdite per liti o contenziosi. «La dirigente dell’Avvocatura ha quantificato in 4.664.000 euro le passività potenziali – continua ancora la relazione -. Una cifra già ampiamente coperta dall’accantonamento di 8 milioni inserito nel rendiconto 2025 a titolo di fondo contenzioso, che rende superfluo ogni ulteriore stanziamento. In sede di salvaguardia, invece, si è resa necessaria una variazione di bilancio per adeguare le previsioni di entrata ai maggiori accertamenti e per rispondere alle richieste dei settori. Il dirigente del settore tecnico e del governo del territorio ha indicato due ulteriori esigenze: 501.191,28 euro per il debito verso SMA Campania; 600.000 euro per un debito potenziale legato al trasferimento al Comune di 7 alloggi IACP non ancora assegnati definitivamente». E anche per la voce di assestamento di bilancio i conti sono pienamente in ordine. «L’assestamento generale ha previsto anche la verifica dei lavori pubblici finanziati e del Fondo crediti di dubbia esigibilità – continua il documento -. Nel bilancio di previsione erano stati stanziati 5.664.061,26 euro per la parte corrente e 134.150 euro per la parte capitale. A fronte di nuovi accertamenti di entrate di difficile incasso, lo stanziamento è stato adeguato di 10.990 euro. Nel risultato di amministrazione il FCDE complessivo ammonta a 18.779.731,59 euro». L’avanzo libero sfiora i 2,3 milioni di euro e sarà ripartito in questo modo: 1.581.000 euro per completamenti lavori, 600.000 euro per l’accantonamento relativo agli alloggi IACP, 109.800 euro per la toponomastica. «Dall’inizio del 2026, rispetto ai 10.138.431 euro disponibili, sono stati applicati 3.515.000 euro, di cui: 2.181.000 euro per spese in conto capitale, 1.334.000 euro per spese correnti (tra cui l’agevolazione TARI, la toponomastica e contributi per iniziative locali)». Guardando gli anni precedenti si conferma la strategia dell’amministrazione di tenere sotto controllo i conti pubblici. «Nel triennio sono stati applicati 17.841.540,75 euro di avanzo disponibile. Una strategia chiara: investire senza indebitare. La scelta di generare avanzo non è stata un esercizio contabile – conclude la relazione -, ma una strategia politica e amministrativa: garantire investimenti e servizi senza ricorrere a mutui, evitando di gravare sulle generazioni future. Tra il 2016 e il 2025 l’indebitamento è stato ridotto di oltre 40 milioni di euro, con un indebitamento pro capite sceso da 1.100 euro a 290 euro. Un quadro complessivo che restituisce l’immagine di un ente solido, capace di programmare, investire e sostenere servizi senza generare disavanzo».


