Battipaglia, Farina: «Siamo fragili, ma andremo avanti fino alla fine»

«Prima la visione, poi i nomi. Realisticamente il PUC non si approverà, ma consegneremo una base solida alla prossima amministrazione»

BATTIPAGLIA – Condizione traballante della maggioranza guidata dalla sindaca Cecilia Francese, il PUC, cosa dovrà fare l’amministrazione fino alla fine della consiliatura e il futuro dell’area Francese in vista delle elezioni amministrative del 2027. Su questi temi abbiamo intervistato il consigliere di maggioranza Gianluigi Farina.

Situazione in maggioranza, tensioni continue. Come si vive questa situazione dall’interno?

«Sappiamo che la maggioranza è una realtà politica estremamente composita, nata dall’esito elettorale. Basti pensare che molti di noi, all’inizio di questa esperienza amministrativa, nemmeno si conoscevano. Nonostante ciò, in questi quattro anni siamo riusciti, nella maggior parte dei casi, a lavorare con spirito di collaborazione e senso di responsabilità. È evidente che l’avvicinarsi della scadenza elettorale, unito ad alcune difficoltà che hanno segnato il percorso amministrativo, possa incidere sul clima interno e sulla serenità di tutti».

C’è una difficoltà di numeri in Consiglio, come si procederà nei prossimi mesi?

«La situazione che stiamo vivendo non rappresenta certo un caso isolato nella storia della nostra città, né della politica in generale. Mi auguro che si continui a lavorare con serietà, perché ci sono ancora temi importanti da affrontare in consiglio comunale. Sono temi che riguardano il futuro della città e che dovrebbero andare oltre la distinzione tra maggioranza e opposizione».

Ta un anno si vota, i movimenti e partiti politici si stanno posizionando. Quale è la situazione interna ai gruppi di maggioranza e quali sono le prospettive future?

«Sta entrando nel vivo la fase pre-elettorale e il quadro politico cittadino è ancora tutto da definire, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra. Circolano nomi, si ipotizzano candidature e assetti futuri. Personalmente sono convinto che una proposta politica credibile debba nascere dal confronto con il territorio e non essere calata dall’alto. Occorre costruire un progetto condiviso, mettendo al centro idee e contenuti e superando logiche personalistiche».

Tutto gira attorno al possibile nome che sarà proposto dall’area Francese alle prossime amministrative. Ne state ragionando? C’è già una sintesi?

«Il confronto è inevitabilmente iniziato, ma credo sia un errore partire dai nomi. Prima bisogna capire quale progetto si vuole proporre alla città e con quale metodo costruirlo. Quando ci sarà una visione condivisa, sarà molto più semplice individuare anche la figura che potrà rappresentarla. Anticipare oggi una sintesi sui nomi sarebbe prematuro. Tra i consiglieri comunali c’è chi lavora insieme da tempo per approfondire i temi e sviluppare proposte condivise. La sintesi è certamente un obiettivo da perseguire, ma deve rappresentare il punto di arrivo di un percorso il più possibile partecipato e condiviso, non il risultato di accordi raggiunti tra pochi».

Il programma amministrativo sta per giungere al termine. Quali sono le cose che devono essere completate e che necessitano di una accelerazione?

«I temi ancora aperti sono numerosi: dalla gestione delle farmacie comunali alla pianificazione urbanistica, passando per le opere pubbliche e la gestione ordinaria della città. È fondamentale completare gli adempimenti legati al ciclo delle opere pubbliche, che ha richiesto un grande impegno da parte degli uffici comunali. Oggi ritengo che debba essere data assoluta priorità alla manutenzione della città per risolvere le principali criticità relative a strade, marciapiedi e pubblica illuminazione. I cittadini chiedono risposte concrete ai problemi che segnalano da tempo».

Parliamo di PUC. È del tutto evidente che non ci sono i tempi per approvarlo. Politicamente ha qualcosa da recriminare?

«Il PUC rappresentava uno degli obiettivi strategici di questa amministrazione. Purtroppo si sono verificati rallentamenti, criticità ed errori che non hanno consentito di consegnare alla città un nuovo Piano Urbanistico Comunale. Ritengo però che il lavoro svolto non debba andare disperso. Il quadro conoscitivo è ormai consolidato e costituisce una base importante sulla quale ripartire. Sarà necessario aggiornare il lavoro tenendo conto delle modifiche normative intervenute, della nuova perimetrazione del rischio idraulico, che ha restituito alla pianificazione aree prima escluse, e del Piano di Attuazione delle Aree Demaniali. Realisticamente non ci sono più i tempi per arrivare all’adozione del PUC in questa consiliatura, ma c’è ancora il tempo per consegnare alla prossima amministrazione un lavoro serio, completo nelle sue basi e pronto per essere portato a termine».

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