Bagnoli, invasione pacifica al cantiere della Coppa America

Il 1° maggio a Bagnoli ha avuto un sapore tutto particolare, caratterizzato dalla pacifica invasione dell’area di cantiere delle opere per la Coppa America da parte dei cittadini del quartiere, scesi ancora una volta in piazza per ribadire la propria contrarietà agli interventi in corso. Interventi, a giudizio della rete di associazioni e movimenti protagonisti della mobilitazione, ben lontani da quelli originariamente previsti per la bonifica dell’ex sito industriale e per la successiva riqualificazione urbanistica.
È così che venerdì mattina diverse migliaia di manifestanti – quattromila secondo gli organizzatori – si titrovano a piazzale Tecchio per attraversare in corteo Bagnoli. Durante il cammino si presenta un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire: un varco di accesso al cantiere lasciato aperto. “L’invasione” è inevitabile: decine, poi centinaia di manifestanti si riversano all’interno, qualche momento di tensione con le forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa, una breve trattativa e poi l’accordo.
I manifestanti per qualche decina di minuti occupano simbolicamente il cantiere, lo attraversano in corteo fino a raggiungere il ponte, poi tornare indietro ed uscire da via Cocchia, riprendendo poi il percorso originario del corteo.
Un gesto che gli organizzatori rivendicano come una simbolica restituzione «del territorio ai legittimi proprietari, i cittadini». Una “invasione” pacifica che vuole essere anche un modo per contestare le recenti dichiarazioni di Gaetano Manfredi, nella sua duplice veste di primo cittadino di Napoli e commissario straordinario per le opere di Bagnoli. Dichiarazioni definite polemicamente «da “scherzi a parte”», utili a sidisegnare «prospettive da parco giochi, stile Disneyland» , ovvero l’opposto di quella che i manifestanti ritengono dovrebbe essere la prospettiva ispiratrice dell’intervento in corso a Bagnoli: risanamento di un’area che ha sopportato la presenza di un modello industriale non particolaremnte attento – per dir così – alle esigenze del territorio circostante e, soprattutto, restituzione dell’ex sito industriale alla collettività.
Prospettiva che per i manifestanti è ben diversa da quella che si sta concretizzando in questi mesi, sotto la spinta dell’urgenza di completare le opere in cantiere per consentire lo svolgimento delle regate della Coppa America.

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