Don Salvatore Fiore

Ite Missa Est – L’Europa del 2026, smemorata o ritrovata?

È iniziato il 2026. Il tempo avanza, come un fiume che sembra non guardare in faccia nessuno. Eppure, da duemila anni, il tempo ha un volto. Un prima e un dopo. Quel volto è Gesù Cristo, Signore del tempo e della storia. Non un’idea, ma un evento. Non un ricordo, ma una presenza.La Scrittura lo […]

Ite Missa Est – Santa Famiglia, famiglia santa

La domenica dopo Natale non si ferma davanti alla tenerezza della nascita, ma segue i passi di una famiglia messa alla prova. Il Vangelo di Matteo non indugia sui pastori: racconta una notte interrotta, un sogno che sveglia, una fuga che salva. Giuseppe si alza senza parole, prende con sé Maria e il Bambino e

Ite Missa Est – Una profezia tradita? Natale A. D. 2025

Isaia parla al futuro con parole di pane: «Verranno molti popoli e diranno: venite, saliamo al monte del Signore». E poi la frase che pesa come una promessa mantenuta solo a metà: «Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci;

Ita Missa Est – Dal carcere una speranza: «Sei tu colui che deve venire?»

Di solito Giovanni il Battista lo immaginiamo con la voce che graffia l’aria del deserto, un uomo d’ossa e cuoio, che non fa sconti a nessuno. Ma il Vangelo di Matteo lo sorprende in una postura diversa: in carcere, chiuso tra pietre umide, lontano dalla linea dell’orizzonte dove era abituato a puntare lo sguardo. Da

Ite, Missa est – Avvento, un deserto da abitare

In questa seconda domenica di Avvento, il vangelo ci porta nel deserto con Giovanni Battista. Non è una geografia di sabbia e rocce, ma una geografia dell’anima.Il deserto biblico è luogo di silenzio, di distanza dal frastuono, di ascolto. È il teatro dove la voce si fa udibile senza competere con altre voci, dove il

La morte di Dio non è libertà, ma smarrimento

«Dio è morto» – scrive Nietzsche nella Gaia Scienza (aforisma 125), annunciando uno dei passaggi più celebri e sconvolgenti della filosofia moderna. Non è un grido di esultanza anticlericale, ma l’atto con cui il pensatore tedesco registra il crollo dei fondamenti metafisici dell’Occidente.La morte di Dio, per Nietzsche, apre uno spazio nuovo: l’uomo non è

Fede e scienza: un dialogo possibile

La scienza è, senza dubbio, uno degli strumenti più alti e potenti di cui l’uomo dispone per comprendere il mondo. È grazie al metodo scientifico che abbiamo decifrato i meccanismi della natura, migliorato la salute, esteso le nostre capacità tecniche e cognitive. Tuttavia, proprio perché è un metodo, essa ha confini precisi: la scienza descrive

La dinamica della conversione

Nella Sacra Scrittura, la conversione è un movimento di ritorno e di rinnovamento. In ebraico, il termine “shûb” significa tornare, volgersi indietro: un atto di inversione che segna il rientro dell’uomo nel rapporto originario con Dio. Il profeta Osea invita: “Torna, Israele, al Signore tuo Dio, perché hai inciampato nella tua iniquità” (Os 14,2). Il

Impara la vita chi impara a morire

«La morte è comune eredità di tutti gli uomini» (Prefazio dei defunti I). Con queste parole la liturgia richiama la condizione universale della creatura segnata dal limite.La morte, infatti, non è un accidente marginale, ma parte costitutiva dell’esistenza umana. Tuttavia, nella cultura contemporanea, essa è spesso percepita come un tema scomodo o da evitare. Tale

Ite Missa Est – La ragionevolezza della Fede

«Siate sempre pronti a dare ragione della speranza che è in voi» (1Pt 3,15). Con queste parole, l’apostolo Pietro invita i cristiani non solo a credere, ma a comprendere e testimoniare la propria fede in modo ragionevole e credibile.La fede, nella teologia cattolica, non si oppone alla ragione, ma la presuppone e la porta a

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