Assessora e medico. Conflitto di interesse per paky Memoli?

Lo scivolone sul dress code in ospedale sarà presto dimenticato, ma Paky Memoli potrebbe presto ritrovarsi al centro di una nuova polemica. Tutta politica. Legata al suo assessorato. Anzi no. Piuttosto alla delega alla Medicina territoriale e alla Prevenzione sanitaria che le ha affidato – con sorpresa (quanto alla materia) – il sindaco Vincenzo De Luca.

La dottoressa è dirigente medico di primo livello dell’Asl Salerno, «dove ricopre incarico di Alta Specialità con il ruolo di Responsabile G.O.I. (Gruppo Operativo Interdisciplinare) del Governo della Rete Diabetologica Asl Salerno» – si legge nel suo curriculum pubblicato sul sito ufficiale dell’ente. Ma quel che più potrebbe essere un ostacolo al suo lavoro da assessora è il ruolo di componente della commissione di valutazione delle capacità operative massime delle strutture sanitarie e socio sanitarie dell’azienda sanitaria salernitana.

Non c’è alcuna incompatibilità con la carica politica – l’ articolo 12, comma 4, lett. b) del D.Lgs. 39/2013 e una sentenza del Consiglio di Stato la limitano solo ai direttori generali, sanitari ed amministrativi delle aziende sanitarie ed ospedaliere e, dopo una piccola riforma, anche ai dirigenti di strutture complesse – ma ciò non toglie (dice sempre la legge, che si applica solo ai Comuni al di sopra dei 15.000 abitanti, quindi Salerno rientra) che potrebbero esserci ragioni di inopportunità a mantenere i due incarichi, soprattutto quando quello politico verte su materie legate al ruolo professionale. In questo caso: la sanità.

Oltretutto medicina territoriale e prevenzione sanitaria rientrano nelle sfere di competenza delle aziende sanitarie locale, chiamata a gestire ed organizzare le Case e gli Ospedali di Comunità che sono il cuore pulsante della medicina territoriale.
Se poi si aggiunge il fatto che Paky Memoli fa anche parte della commissione che valuta le performance delle varie strutture sanitarie e socio-sanitarie, allora è facile intuire che il politico – in questo caso l’assessora – che con un atto amministrativo dovesse intervenire sull’Asl è come se intervenisse su se stessa perché frattanto è anche medico dirigente.

Così come è facile intuire che il suo giudizio di valutazione potrebbe essere discrezionale per via del ruolo politico che ricopre.
In politichese si chiama conflitto di interesse e, se rilevato, vorrebbe – per buona prassi amministrativa – che ci si astenesse dal compiere determinati atti. Sia se si è medico sia se si è assessore.

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