Aliberti: “In carcere da innocente, perciò a marzo voterò SI”

SALERNO – Otto anni fa Pasquale Aliberti veniva portato in carcere. Il sindaco di Scafati era stato arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica. Secondo l’allora pm della Dda di Salerno, Vincenzo Montemurro, Aliberti sarebbe stato eletto sindaco grazie anche ai voti del clan Ridosso. Lo stesso presunto accordo avrebbe favorito, sempre secondo la procura, l’elezione nel 2015 di sua moglie Monica Paolino al consiglio regionale.

Il processo di primo grado durò otto anni prima di finire con un’assoluzione piena. Aliberti frattanto era stato messo prima ai domiciliari e poi ritornò libero. 

Adesso deve affrontare il processo d’appello, ma il sindaco di Scafati non ha dimenticato i giorni trascorsi in galera.

Ecco perché ha annunciato, in una nota, che durante il prossimo consiglio comunale, la consigliera Luisa Destobbeleer presenterà una mozione che sarà inviata al Presidente della Repubblica, al Governo nazionale, al Ministro della Giustizia e alla Regione Campania, affinché vengano adottati con urgenza «misure deflattive della popolazione carceraria, volte a ridurre la densità detentiva, un piano straordinario di potenziamento degli organici della Polizia penitenziaria, interventi immediati di ristrutturazione e messa a norma degli istituti penitenziari, garantendo condizioni di vita dignitose per i detenuti e ambienti di lavoro sicuri per gli operatori; una riforma organica del sistema penitenziario che assicuri effettivamente la funzione rieducativa della pena».

«Ho conosciuto da vicino, anzi dall’interno, la realtà del sistema penitenziario – dichiara Pasquale Aliberti – e so quanto siano gravi le carenze del sistema. Ho potuto vedere con i miei occhi e vivere con tutta la mia persona una realtà che mortifica l’essere umano, in carcere da innocente o colpevole».

La sua esperienza personale diventa, nello stesso tempo, anche l’assist per sostenere la prossima campagna referendaria sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere in magistratura. In attesa del voto previsto a marzo.

«Anche per questo (per l’esperienza vissuta; ndr) pur avendo fiducia nella magistratura – aggiunge il sindaco – ritengo sia importante votare “Sì” al prossimo referendum sulla giustizia, ma è fondamentale che si intervenga anche con un piano di riforma del sistema penitenziario».

Torna in alto